Capitolo 53
Loro sono soprattutto londinesi che hanno perso la loro ultima musica di vere cose uscendo dal suono di Arco Campane. Il Sig. Rudyard Kipling, un uomo di vero sebbene genio decadente, gettò un fascino di theoretic su loro quale già sta affievolendosi. Il Sig. Kipling è, in un preciso e piuttosto senso sorprendente, l'eccezione che prova la regola. Per lui ha immaginazione, di un genere orientale e crudele ma lui l'ha, non perché lui crebbe in un paese nuovo, ma precisamente perché lui crebbe su nel paese più grande su terra. Lui è radicato in un passato-- un passato asiatico. È probabile che lui non avrebbe scritto mai Fiume di "Kabul" se lui fosse nato a Melbourne. Dico francamente io, perciò (affinché non ci dovrebbero essere alcune arie di evasione), quel Imperialismo nelle sue pretese patriottiche e comuni appare a me ambo debole e pericoloso. È il tentativo di un paese europeo di creare qualche genere di Europa fittizia che può dominare, invece della vera Europa, quale può dividere solamente. È un amore di vivere con gli inferiori di uno. La nozione di ripristinare l'Impero romano da solo e per sé è un sogno che ha bazzicato ogni nazione cristiana in una forma diversa ed in pressocché ogni forma come una trappola. Gli spagnolo sono un costante e persone conservative; perciò loro incarnarono quel tentativo ad Impero in dinastie lunghe e lunghe. I francesi sono un persone violente, e perciò loro conquistarono due volte quel Impero da violenza di braccio. Gli inglesi sono soprattutto un persone poetiche ed ottimistiche; e perciò il loro Impero è qualche cosa vago ed ancora comprensivo, qualche cosa distante ed ancora caro. Ma questo il sogno di loro di essere potente nei luoghi estremi, sebbene una debolezza natia, ancora è una debolezza in loro; molto più di una debolezza che oro era a Spagna o si vanta di a Napoleon. Se mai noi fossimo in collisione con nostro davvero fratelli e concorrenti noi dovremmo andare via tutta questa voglia fuori di conto.
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