Capitolo 43
Questo sta intrattenendo onestamente; per come succede l'inglese è pressocché l'unico uomo in Europa la cui casa non è il suo castello. Quasi dappertutto altro esiste l'assunzione di proprietà di contadino; che un uomo povero può essere un padrone di casa, sebbene lui è solamente signore di sua propria terra. Rendendo il padrone di casa e l'inquilino lo stessi persona ha i certi vantaggi banali, come che l'inquilino non paga affitto, mentre il padrone di casa fa un piccolo lavoro. Ma io non concerno con la difesa di piccola proprietà, ma soltanto col fatto che esiste quasi dappertutto eccetto in Inghilterra. È anche comunque, vero che questo appezzamento di terreno di piccolo possesso è attaccato dappertutto oggi; non è esistito mai fra noi, e può essere distrutto fra i nostri vicini di casa. Noi abbiamo, perciò, chiedere a noi quello che è in creatura umana affari generalmente, ed in questo nazionale ideale in particolare, quell'ha rovinato la naturale creazione umana realmente, specialmente in questo paese. Uomo ha perso il suo modo sempre. Lui è stato sin da allora un vagabondo Eden; ma lui seppe sempre, o pensiero che lui ha conosciuto, quello che lui stava cercando. Ogni uomo ha in qualche luogo una casa nel cosmo elaborato; la sua casa l'aspetta vita profondo in fiumi di Norfolk lenti o soleggiandosi sulle piume di Sussex. Uomo è stato sempre cercando quella casa che è l'argomento di questo libro. Ma nella grandine tetra ed accecante di scetticismo alla quale lui ha ora stato così lungo sottoposto, lui ha cominciato per la prima volta essere raffreddato, non soltanto nelle sue speranze, ma nei suoi desideri. Per la prima volta in storia lui realmente comincia a dubitare l'oggetto dei suoi vagabondaggi sulla terra. Lui ha perso il suo modo sempre; ma ora lui ha perso il suo indirizzo. Sotto la pressione delle certe filosofie perbeni (o nelle altre parole, sotto la pressione di Hudge e Gudge) l'uomo medio è stato sconcertato sulla meta di realmente i suoi sforzi; ed i suoi sforzi, perciò crescono più deboli e più debole.
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