G. K. (Gilbert Keith) Chesterton
Capitolo 50
"Comunque", Fiaccola pianta impazientemente, "lui non è una pezza
sul mio direttore; ed io andrò attraverso con lui. Vecchio Dubosc può essere
un po' arrabbiato, ma lui è dopo tutto un genere di patriota."
Padre Marrone continuò a consumare whitebait.
Qualche cosa nel modo impassibile lui faceva provocato così Fiaccola
occhi neri e fieri per errare su da capo il suo compagno. "Quello che è la questione
con Lei?" Fiaccola richiese. "Dubosc è ogni diritto in così.
Non lo dubita?"
"Il mio amico", detto il piccolo prete, posando in giù il suo coltello e forchetta
in qualche genere della disperazione fredda, "io dubito tutto. Tutto, io voglio dire,
quello è accaduto oggi. Io dubito la storia intera, sebbene è stato
agito prima la mia faccia. Io dubito ogni vista che i miei occhi hanno visto
fin da mattina. C'è qualche cosa in questi affari piuttosto diverso
dal mistero di polizia all'ordine del giorno dove un uomo sta giacendo più o meno
e l'altro uomo più o meno dicendo la verità. Qui ambo gli uomini....
Bene! Io gli ho detto l'unica teoria che io posso pensare a quello poteva
non soddisfi nessuno. Non mi soddisfa."
"Né io o", Fiaccola aggrottando le ciglia risposto, mentre l'altro
continuato a mangiare pesce con un'aria di dimissione intera. "Se tutti Lei
può suggerire è quella nozione di una comunicazione portata da contrario,
Lo chiamo insolitamente intelligente, ma... cosa chiamerebbe bene, esso?"
"Io dovrei chiamarlo sottile", disse prontamente il prete.
"Io dovrei chiamarlo insolitamente sottile. Ma quella è la cosa strana
sugli affari interi. La bugia è come un scolaro.
Ci sono solamente tre versioni, Dubosc e Hirsch e quell'il voglia di mia.
O quella nota fu scritta da un ufficiale francese per rovinare un ufficiale francese;
o fu scritto dall'ufficiale francese per aiutare ufficiali tedeschi;
o fu scritto dall'ufficiale francese per fuorviare ufficiali tedeschi.
Molto bene. Lei si aspetterebbe una carta segreta che passa tra tali persone,