G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

La Saggezza di Padre Marrone

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 45

Io non posso parlare come Clemenceau e Deroulede, per le loro parole sono come
eco delle loro pistole.  I francesi chiedono un duellante come gli inglesi
chieda un sportivo.  Bene, io do le mie prove:  Io pagherò
questo dono barbaro, e poi ritorna a ragionare per il resto di vita mia."

     Due uomini furono trovati immediatamente nella folla stessa per offrire
i loro servizi a Colonnello Dubosc fuori che venne al momento soddisfecero.
Uno era il soldato comune col caffè che disse semplicemente:
"Io agirò per Lei, signore.  Io sono il de di Duc Valognes."  L'altro era
il grande uomo che il suo amico il prete cercò di dissuadere per prima;
e si allontanò poi da solo.

     Di prima sera una cena leggera fu sparsa alla schiena di
il Caffè Charlemagne.  Sebbene levò il tetto da alcun vetro o intonaco di doratura,
gli ospiti erano quasi tutti sotto un tetto delicato ed irregolare di foglie;
per gli alberi ornamentali stati in piedi così spesso circa e fra le tavole
come dare qualche cosa dell'oscurità ed il bagliore di un piccolo frutteto.
Ad una delle tavole centrali un piccolo prete molto corto sedette
in solitudine completa, e si applicò ad un palo di whitebait
col genere più grave di godimento.  Il suo essere vivente e quotidiano molto chiaramente,
lui aveva un gusto particolare per lussi improvvisi ed isolati;  lui era
un epicureo astemio.  Lui non alzò i suoi occhi dal suo piatto,
tondo che pepe rosso, limoni pane marrone ed imburra, ecc.,
fu classificato rigidamente, finché un'ombra alta precipitò attraverso la tavola,
e la sua amico Fiaccola si sedette opposta.  Fiaccola era oscura.

     "Io ho paura io devo buttare questi affari", disse lui pesantemente.
"Io sono tutto sul lato dei soldati francesi piaccia Dubosc,
ed io sono tutto contro gli atei francesi piaccia Hirsch;  ma sembra a me
in questo caso noi abbiamo commesso un errore.  Il Duca ed io lo pensammo come bene
investigare la carica, e devo dire io io sono contento noi facevamo."

     "La carta è una falsificazione, poi?" chiesto al prete
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