G. K. (Gilbert Keith) Chesterton
Capitolo 22
Il poeta Muscari disegnò un alito profondo come se lui stesse bevendo qualche cosa,
come davvero lui era. Lui stava bevendo il Classico; quale i suoi padri fecero.
Ezza la studiò con un sguardo fisso ugualmente intenso e lontano più confondendo.
Il Signorina Harrogate era specialmente raggiante e pronto per conversazione
su questa occasione; e la sua famiglia era precipitata nel più facile
Abitudine continentale, permettendo il Muscari più strano ed anche
il corriere Ezza per dividere la loro tavola ed il loro discorso. In Ethel Harrogate
la convenzionalità si incoronò con una perfezione e lo splendore di suo proprio.
Orgoglioso della prosperità di suo padre, affettuoso di piaceri alla moda,
una figlia affettuosa ma un arrant amoreggiano, lei era tutta queste cose con
un genere di buono-natura dorata che ha fatto il suo molto orgoglio accomodando
e la sua rispettabilità mondana una cosa fresca e cordiale.
Loro erano in un gorgo di eccitamento su del pericolo allegato
nel percorso di montagna loro erano tentare quella settimana. Il pericolo era
non da pietra e travolge da una valanga, ma da qualche cosa ancora più romantico.
Ethel era stato assicurato sinceramente che briganti, le vere taglio-gole
della leggenda moderna, ancora bazzicò quella cresta e tenne quel passaggio
dell'Apennines.
"Loro dicono", lei pianse, col sapore terribile di una scolara,
"che tutto quello paese non è dominato dal Re dell'Italia, ma da
il Re di Ladri. Chi è il Re di Ladri?"
"Un grande uomo", Muscari risposto "degno classificare con
Suo proprio Robin Cofano, signorina. Montano, il Re di Ladri,
prima fu sentito dei dieci anni fa di nelle montagne, quando persone
briganti detti erano estinti. Ma la sua autorità selvatica sparse con
la rapidità di una rivoluzione silenziosa. Uomini trovarono le sue proclamazioni fiere
inchiodato in ogni villaggio di montagna; le sue sentinelle, pistola disponibile,
in ogni ravina di montagna. Sei volte il Governo italiano