G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Gli Alberi dell'Orgoglio

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 49

così che anche il mio povero padre non seppe.  Bene, io rispondo
Lei piuttosto francamente cominciare con;  perché, se lui avesse saputo,
lui certamente mi avrebbe fermato con un scellino.  Lui non faceva
come mio marito, ed io alquanto immagino non Le piace o lui.
E quando io gli dico questo, io so perfettamente bene quello che Lei dirà--
l'avventuriero solito che trova presa dell'erede solito.
È piuttosto ragionevole, e, come accade, è piuttosto il male.
Se io avessi ingannato mio padre nell'interesse dei soldi,
o anche nell'interesse di un uomo, io dovrei avere un poco vergogna
parlargli di lui.  Ed io penso che Lei può vedere che io
non ha vergogna."

"Sì", detto l'americano, con un'inclinazione grave "sì, io
può vedere quello."

Lei cercò pensierosamente a lui un momento, come se cercando parole
per una questione oscura, e poi disse:

"Lei ricorda, il Sig. Paynter che giorno che Lei ha pranzato qui prima
e ci disse sugli alberi africani?  Bene, era il mio compleanno;
Io intendo il mio primo compleanno.  Io nacqui poi, o si svegliò o qualche cosa.
Io avevo camminato in questo giardino come un sonnambulo nel sole.
Io penso ci sono molti tali sonnambuli nel nostro set e la nostra società;
assordò con salute, drogata col buon manners mentre andò bene loro
dintorni troppo bene essere vivo.  Io venni in qualche modo bene, vivo;
e Lei sa come profondo in noi le cose delle quali noi prima ci rendiamo conto sono quando noi
era bambini e cominciò a prendere avviso.  Io cominciai a prendere avviso.
Una delle prime cose che io ho notato era la Sua propria storia, il Sig. Paynter.  Io sento
come se io sentissi di San Securis come bambini senta di Santa Claus,
e come se quel grande albero fosse una norma che io ancora ho creduto in.  Per io ancora faccio
creda in tali cose, o piuttosto io credere in loro sempre più;
Io mi sento certo il mio gregge di padre povero sulle pietre mettendo in dubbio,
e Lei è ogni corsa per rovinare dopo lui.  Ecco perché io faccio onestamente
voglia l'appezzamento di terreno, ed ecco perché io non ho vergogna di volerlo.
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