Capitolo 24
di finestre, qualche cosa dell'occhiata del fantasma o scheletro di un chiostro, e lui, ancora una volta avendo gettato il suo cappotto sul suo collo, come un capo, passato avanti ed indietro non come il fantasma di alcuni monaco molto sano. Tutti questi uomini, se scettici o mystics, guardò di nuovo per il resto di vite loro in quella notte come su qualche cosa innaturale. Loro ancora sedettero o cominciarono su improvvisamente, e camminò il grande giardino in detour lunghi, così che sembrò che nessuno tre di loro erano insieme ad una durata, e nessuno seppe chi sarebbero stati il suo compagno; ancora i loro errando rimasero fra lo stesso fioco e spazio di mazy. Loro precipitarono in prese di sonno scomodo; questi erano molto brevi, ed ancora loro sentirono come se la seduta intera, andando a zonzo od occasionale parlare era stata parti di un solo sogno. Paynter svegliò una volta, ed Ashe trovato che siede opposto lui ad una tavola altrimenti vuoto; la sua faccia scuro in ombra e la sua sigaro-fine come l'occhio rosso di un Cyclops. Finché il raggio di avvocato, in suo consolidi voce, Paynter aveva paura positivamente di lui. Lui rispose a caso ed accennò col capo di nuovo; quando lui svegliò di nuovo l'avvocato fu andato, e quello che era opposto lui era il calvo, sopracciglio pallido del dottore; là sembrò improvvisamente qualche cosa di malaugurio nel fatto familiare che lui portò spettacoli. Ed ancora l'Ashe evanescente era svanito via solamente alcuni recinti, per lui girò a quel istante ed andò a zonzo di nuovo alla tavola. Con un sobbalzo Paynter comprese che il suo incubo era ma un trucco di sonno o l'insonnia, e parlò nella sua naturale voce, ma piuttosto forte. "Quindi Lei ci ha congiunti di nuovo; dove è Treherne?" "Oh, ancora girando, io suppongo, come un orso polare sotto quegli alberi sulla rupe", Ashe risposto, facendo segno a col suo sigaro, "guardando a cosa un più vecchio (e Lei mi perdonerà per pensare un piuttosto meglio)
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