Capitolo 86
"Lei è un individuo molto intelligente", lui disse, "è un piacere da lavorare con Lei. Sì, io ho piuttosto una nube pesante nella mia testa. C'è un grande problema per affrontare", e lui affondò il suo sopracciglio calvo nelle sue due mani. Poi lui disse in una voce bassa-- "Può suonare il pianoforte?" "Sì", Syme detto in semplice si chieda, si suppone che "io abbia, un buono tocco." Poi, come l'altro non parli, lui aggiunse-- "Io ho fiducia la grande nube è alzata." Dopo un silenzio lungo, il Professore disse fuori del cavernoso ombra delle sue mani-- "Avrebbe fatto bene nel momento in cui se Lei potesse lavorare una macchina da scrivere." "Grazie", Syme detto "Lei mi adula." "Mi ascolti", detto l'altro, "e ricorda noi abbiamo chi per vedere domani. Lei ed io stiamo andando domani a tentare qualche cosa che è moltissimo più pericoloso che tentare di rubare i Corona Gioielli fuori della Torre. Noi stiamo tentando di rubare un segreto da un molto uomo acuto, molto forte, e molto cattivo. Io credo non c'è uomo, ometta il Presidente, chiaramente che è spaventando così seriamente e formidabile come quel piccolo individuo che ghigna in rotea. Lui non ha forse l'entusiasmo bianco-caldo a morte, il martirio arrabbiato per anarchia che marca il Segretario. Ma poi quel molto fanatismo nel Segretario un pathos umano ha, e è pressocché un riscattando tratto del volto. Ma il piccolo Dottore ha una sanità mentale brutale che è più scioccando che la malattia del Segretario. Non La faccia avviso il suo la virilità detestabile e la vitalità. Lui rimbalza come un'india-gomma palla. Dipenda da lui, domenica non era addormentato (io mi chiedo se lui mai sonni?) quando lui chiuse su tutti i piani di questo oltraggiano nel arrotondi, testa nera del Dott. Bull." "E Lei pensa", Syme detto "che questo mostro unico sarà calmò se io suono il pianoforte a lui?" "Non sia un asino", detto il suo mentore. "Io menzionai il pianoforte perché dà uno dita rapide ed indipendenti. Syme, se noi siamo andare attraverso questa intervista ed esce sano o vivo, noi dobbiamo avere
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