G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

L'Uomo Che Era giovedì, un incubo

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 48

tonaca-cappotti, ma ora guardò come se il grande uomo stesse intrattenendo
cinque bambini per prendere il tè.

Come Syme e la guida la porta di lato dell'albergo si avvicinò, un
cameriere uscì sorridendo con ogni dente nella sua testa.

"I gentiluomini sono lassù, sare", lui disse. "Loro parlano e loro
rida a quello che loro parlano. Loro dicono loro getteranno bombe a ze
re."

Ed il cameriere affrettò via con un tovagliolo sul suo braccio, molto
accomodato disopra con la frivolezza singolare dei gentiluomini.

I due uomini montarono i gradini in silenzio.

Syme non aveva pensato mai a chiedere se l'uomo mostruoso che
quasi riempito e ruppe il balcone era il grande Presidente di chi
gli altri stettero in piedi in timore riverenziale. Lui seppe che era così, con un inesplicabile
ma la certezza istantanea. Syme, davvero era uno di quegli uomini che
è aperto a tutte le influenze psicologiche e più anonime in un
grado un poco pericoloso a salute mentale. Improvvisamente privo di paura
in pericoli fisici, lui era una grande quantità troppo sensibile all'odorato
di spirituale cattivo. Due volte già quella notte le piccole cose insignificanti
aveva sbirciato quasi lascivamente fuori a lui, e gli dato un senso di
attraendo più vicino e più vicino ai testa-trimestri di inferno. E questo
senso divenne sopraffacendo come lui attrasse più vicino al grande Presidente.

La forma che ha preso era un infantile ed ancora voglia odiosa. Come lui camminò
attraverso la stanza interna verso il balcone, la grande faccia di domenica
cresciuto più grande e più grande;  e Syme fu afferrato con una paura che quando
lui era piuttosto vicino la faccia sarebbe troppo grande per essere possibile, e
che lui griderebbe ad alta voce. Lui ricordò che come un bambino lui può
non guardi alla maschera di Memnon nel Museo britannico, perché esso
era una faccia, e così grande.

Da un sforzo, più coraggioso di quello di leaping su una rupe, lui andò a
un posto vuoto alla colazione-tavola e si sedette. Gli uomini salutarono
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