G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Il Bastone di Mestieri Strani

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 86


"No Ascolti Basil", detto l'altro in una voce molto strana.
"Lui non sta parlandogli."

"Poi lui sta parlandoci", io piansi.

"No", Rupert detto semplicemente, "lui sta parlando con qualcuno altro."

Rami Gran dell'olmo caricarono con foglie dondolate circa noi in un
scoppio improvviso di vento, ma quando morì in giù me ancora potrebbe sentire
la voce conversazionale sopra. Io potrei sentire due voci.

Improvvisamente da in alto venne alla voce che saluta forte di Basil come
prima:  "Venga su, Lei gli individui. Ecco Tenente Keith."

Ed un secondo venne dopo alla voce mezzo-americana che noi avevamo sentito
in camere nostre più che una volta. Chiamò fuori:

"Felice dello veda, gentiluomini;  preghi venuto in."

Fuori di un buco in un buio enorme cosa uovo-sagomata, pendent in
i rami come il nido di un vespe, stava sporgendo la faccia pallida e
baffi fiero del tenente, i suoi denti che splendono con quello
aria lievemente Meridionale che ha appartenuto a lui.

In qualche modo o altro, sbalordito ed ammutolito, noi c'alzammo
pesantemente nell'apertura. Noi precipitammo nel pieno bagliore di un lampada-accese,
provvisto di cuscini, la piccola stanza, con un muro circolare fiancheggiato con libri un
tavola circolare, ed un posto circolare circa lui. A questa tavola seduta
tre persone. Uno era Basil che, nell'istante dopo essere smontato
là, era precipitato in un atteggiamento di agio marmoreo come se lui avesse avuto
stato dalla fanciullezza là;  lui stava fumando un sigaro con un lento
piacere. Il secondo era Tenente Drummond Keith che guardò
felice anche, ma febbricitante e dubbioso comparò col suo granito
ospite. Il terzo era i piccoli calvo-capeggiarono casa-agente col
baffi selvatici che si chiamarono Montmorency. Le lance, il
ombrello verde, e la spada di cavalleria appese in paralleli sul
muro. Il vaso sigillato di vino strano era sul mantelpiece, il
fucile enorme nell'angolo. Nel medio della tavola era un
magnum di champagne. Occhiali già furono messi per noi.

Il vento della notte ruggì lontano sotto noi, come un oceano al
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