Capitolo 7
Qualche cosa. Assurdo." Noi ci scotemmo dolcemente le teste. Bit da bit, e principalmente dall'apparentemente assistenza sonnolenta di Basil Grant, noi rappezzammo insieme il Maggiore narrazione frammentaria, ma eccitata. Sarebbe infame per sottoporre il lettore a quello che noi sopportammo; perciò io racconterò la storia di Maggiore Marrone nelle mie proprie parole. Ma il lettore deve immaginare il scena. Gli occhi di Basil chiusero come in una trance, dopo la sua abitudine, e gli occhi di Rupert ed io che diventiamo più rotondo e più rotondo come noi ascoltammo ad una delle storie più stupefacenti nel mondo, dai labbra del piccolo uomo in nero, sedendo freccia diritto in la sua sedia e parlando come un telegramma. Maggiore Marrone era, ho detto io, un soldato riuscito, ma da no vuole dire un entusiasta. Finora dal pentire il suo pensionamento su mezzo-paghi, era con delizia che lui prese una piccola villa pulita, molto come la casa di una bambola, ed affezionato il resto di vita sua a viole del pensiero e tè debole. Il pensiero che battaglie erano su quando lui aveva appeso una volta sulla sua spada nella piccola sala anteriore (insieme a due stufare-pentole di brevetto ed un cattivo water-colour), e si condursi invece a maneggiando l'inclinazione nel suo piccolo giardino illuminato dal sole, era a gli piace essere entrato in un harbour in cielo. Lui era Olandese-come e preciso nel suo gusto nel fare del giardinaggio, ed aveva, forse, alcuni a tendenza ad esercitarsi i suoi fiori piacciono soldati. Lui era uno di quelli uomini che sono capaci di mettere piuttosto quattro ombrelli nella bancarella che tre, così che due possono inclinarsi un modo e due un altro; lui vide la vita come un modello in un disegno-libro a mano libera. E sicuramente lui non avrebbe creduto, o anche capì, alcuno uno che aveva detto lui che all'interno di alcuni recinti del suo paradiso di mattone lui fu destinato essere preso in un vortice di avventura incredibile, come lui non aveva visto mai o dreamed di nella giungla orribile, o il calore
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