Capitolo 23
cuccette con coperte, ma nessun segnale di fogli; sotto di questi era
cassetti, uno mise di che Davies mi fece domini di, evidentemente
pensandoli un assegno principesco di spazio per il mio guardaroba.
'Lei può buttare le Sue cose in giù il lucernario su alla Sua cuccetta come Lei
li spacchetti', lui il remarked. 'A proposito, io dubito se c'è stanza per
tutti che Lei ha. Io suppongo Lei non poteva maneggiare--'
'No, io non potevo', dissi brevemente io.
L'assurdità di argomento mi colpì; due uomini, raddoppiò su piaccia
scimmie, non può disputare.
'Se Lei andrà fuori me sarà capace anche uscire', io aggiunsi. Lui sembrò
misero a questo fantasma di un alterco, ma io spinsi passato, montò
la scala, e nell'unstrapped del chiaro di luna che scade che maledetto
portmanteau e, colmando su con irritazione, brancolò fra suo
contenuti, ordinando alcuni nel lucernario con lo stesso sentimento che
nulla ora interessò molto, e sarebbe fatto meglio con lui;
repacking il resto con furtività colpevole prima Davies dovrebbe scoprire
il loro carattere, e prendendo a cinghiate di nuovo sull'intero. Poi io mi sedetti
sul mio elefante bianco e rabbrividì, per il freddo di autunno era in
l'aria. Mi colpì improvvisamente che se stesse piovendo cose
ancora sarebbe stato peggiore. La nozione mi fece guardare tondo. Il
la piccola piccola baia ancora era come vetro; stelle sopra di e è protagonista sotto; alcuni
cottage bianchi che luccicano debolmente ad un certo punto sulla spiaggia; nell'ovest il
luci di Flensburg; all'est il fiordo che amplia in ignoto
oscurità. Da Davies che si affatica là sotto suoni furono avviluppati di
strappando, spingendo, e battendo, punteggiato da un cattivo di quando in quando
schizzi come qualche cosa sparato su dal hatchway e precipiti nel
acqua.
Come mi occorse non sappia. Se era qualche cosa patetico in
l'occhiata io avevo ultimo visto sulla sua faccia--un'occhiata per la quale io associai
nessuna ragione qualunque cosa con la sua mano bendata; se era uno di