Capitolo 56
Quando posando quello che Lei chiama la Sua testa, O Harrogate, sul Suo letto, e là tutti i miei dislimns della memoria e decadimenti. Ma io ancora potrei vedere completamente vividamente i semplici muri ubriaci ed i maleducati, scrittura irregolare ed il luoghi dove il gesso rosso ruppe. Io potrei vederli, io voglio dire, in memoria; per quando io venni di nuovo in giù quella strada dopo un sesto di un secolo la casa era molto diverso. Io l'avevo visto prima a mezzogiorno, ed ora io lo trovai nel crepuscolo. Ma suo finestre arsero con luci di molti generi artificiali; uno di suo basso ad angolo retto finestre stettero in piedi aperte; da questo là scappato sulla strada un ruscello di lamplight ed un ruscello di cantare. Alcuni ordinano di ragazza, almeno era essendo di fronte a del genere di pianoforte, e cantando una canzone di sano il sentimentalismo in quella casa dove tempo fa la mia benedizione era morta sul vento ed i miei poemi stati coperti su dalla carta da parati. Io sostenni fuori quello lamplit albergano a crepuscolo pieno di quelli pensieri che io non esprimerò mai se Io vivo essere un milione alcuno migliore che io li espressi in gesso rosso su il muro. Ma dopo che io mi ero librato un poco, e stava quasi per prelevare, un impulso arrabbiato mi afferrò. Io accerchiai la campana. Io dissi in accenti distinti ad un molto faccia male domestica suburbana, il Sig. James Harrogate "vivono qui?" Lei disse lui non faceva; ma che lei chiederebbe, in caso io stavo guardando per lui nel neighbourhood; ma io la scusai da tale esercizio. Io avevo uno l'impulso di momento per cercarlo in tutto il mondo; e poi non decise cercarlo affatto. IL PRETE DI PRIMAVERA Il sole ha fortificato e le arie ammorbidirono poco prima che giorno Pasquale. Ma è una luminosità agitata che non solo ha un alito di novità ma di rivoluzione, sono due grandi eserciti dell'intelletto umano che vuole lotti fino alla fine su questo punto vitale, se Pasqua deve essere
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