Capitolo 43
"Ah!" Io esclamai. "Essere sicuro, che è dispari!"
"Mai L'abbia saputo un chimico di mandare una scatola come quello,
senza il suo nome stampato?"
"No, non posso dire io che io ho."
Io stavo divenendo piuttosto eccitato, ma Poirot inumidì il mio ardour da
remarking:
"Ancora il chiarimento è piuttosto semplice. Quindi non intriga
Lei, il mio amico."
Un cigolando udibili proclamarono l'approccio di Annie, così io avevo nessuno
tempo per rispondere.
Annie era una multa, ragazza forte ed evidentemente stava lavorando
sotto eccitamento intenso, mescolato con un certo ghoulish
godimento della tragedia.
Poirot subito venne al punto, con un affari-come l'attività.
"Io spedii per Lei, Annie perché io pensai che è probabile che Lei sia capace a
mi dica qualche cosa sulle lettere che la Sig.ra Inglethorp ha scritto ultimo
notte. Quanti era? E può Lei mi dice qualsiasi nome
ed indirizzi?"
Annie considerò.
"C'erano quattro lettere, signore. Uno era al Signorina Howard, ed uno
era alla Sig. Wells, l'avvocato, e l'altro due che io non penso io
ricordi, signore--oh, sì, uno era a Ross, gli organizzatori di banchetti in
Tadminster. L'altro, io non ricordo."
"Pensi", Poirot esortato.
Racked di Annie i suoi cervelloni invano.
"Io sono spiacente, signore, ma è pulito andato. Io non penso che io posso avere
l'osservato."
"Non si importa", Poirot detto, non tradendo segnale di
delusione. "Io voglio ora chiedergli di qualche cosa altro.
C'è una casseruola nella stanza della Sig.ra Inglethorp con del coco in
esso. Aveva che ogni notte?"
"Sì, signore, fu messo nella sua stanza ogni sera, e lei scaldò
esso su di notte--ogni qualvolta lei l'immaginò."
"Cosa era? Semplice coco?"
"Sì, signore, fece con latte, con un cucchiaino da tè di zucchero e due
cucchiaini da tè di rum in lui."
"Chi lo portò alla sua stanza?"
"Io facevo, signore."
"Sempre?"
"Sì, signore."
"A che durata?"
"Quando io andai a disegnare le tende, come una regola il signore."
"Lo tirò su poi diritto dalla cucina?"