Capitolo 37
fatto qui, io penso, unless"--lui fissò sinceramente e lungo al
ceneri morte nella grata. "Il fuoco brucia--e distrugge. Ma
per caso--è probabile che ci sia--ci permetta di vedere!"
Su mani e ginocchia, lui cominciò abilmente, ad ordinare le ceneri dal
grattugi nel parafuoco, mentre maneggiandoli con la più grande cautela.
Improvvisamente, lui diede un'esclamazione debole.
"Il forcipe, Hastings!"
Io glieli diedi rapidamente, e con abilità lui estrasse un piccolo
pezzo di metà fece la donna di servizio ad ore carta.
"Là, mon ami!" lui pianse. "Cosa pensa a quello?"
Io scrutai il frammento. Questa ne è una riproduzione esatta:--
Io fui confuso. Era insolitamente spesso, completamente diversamente da all'ordine del giorno
carta da lettere. Improvvisamente un'idea mi colpì.
"Poirot!" Io piansi. "Questo è un frammento di una volontà!"
"Precisamente."
Io guardai bruscamente su a lui.
"Non è sorpreso?"
"No", lui disse seriamente, "io me l'aspettai."
Io abbandonai il pezzo di carta, e lo guardò metterlo via in
il suo caso, con la stessa cura metodica sulla quale lui ha dato
tutto. Il mio cervello era in un turbine. Quello che era questa complicazione
di una volontà? Chi l'aveva distrutto? La persona che era andata via il
grasso di candela sul pavimento? Evidentemente. Ma come aveva chiunque guadagnato
ammissione? Tutte le porte erano state lanciate sull'interno.
"Ora, il mio amico", Poirot detto attivamente, "noi andremo. Io devo
piaccia fare alcune domande del parlourmaid--Dorcas, il suo nome
è, è non?"
Noi passammo attraverso la stanza di Alfredo Inglethorp, e Poirot differì
lungo abbastanza fare una breve ma esame abbastanza comprensivo
di lui. Noi superammo fuori quella porta, mentre chiudendoli e quello,
della stanza della Sig.ra Inglethorp come prima.
Io lo portai in giù al boudoir al quale lui aveva espresso un augurio
veda, e si andò in ricerca di Dorcas.
Comunque, quando io ritornai con lei il boudoir era vuoto.