Capitolo 13
"Quella è una bella ragazza", io il remarked gratamente.
La faccia di John indurì.
"Quello è la Sig.ra Raikes."
"Quello quella Signorina Howard----"
"Precisamente", John detto, con precipitazione piuttosto non necessaria.
Io pensai alla vecchia signora bianco-pelosa nella grande casa, e quello
cattiva piccola faccia vivida che aveva sorriso appena nel nostro, ed un
freddo vago di pronosticare mi camminò a carponi su. Io lo spazzolai a parte.
"Stili sono un vecchio luogo glorioso" realmente, io dissi a John.
Lui accennò col capo piuttosto oscuramente.
"Sì, è una proprietà eccellente. Sarà il mio del giorno--dovrebbe essere
ora scavi da destre, se mio padre avesse fatto solamente una volontà decente.
Ed io non dovrei essere dannato così poi sodo su come io ora sono."
"Sodo su, è?"
"Il mio caro Hastings, io non bado dirgli che io sono alla mia intelligenza
fine per soldi."
"Suo fratello non poteva aiutarLa?"
"Lorenzo? Lui ha superato ogni penny che lui mai aveva, mentre pubblicando
versi marci in rilegature elaborate. No, noi siamo un destino privo di denaro.
Mia madre è stata tremendamente buona a noi sempre, devo dire io. Quello è,
fino ad ora. Fin dal suo matrimonio, chiaramente----" lui ruppe via,
aggrottando le ciglia.
Per la prima volta io sentii che, con Evelyn Howard, qualche cosa
indefinibile era andato dall'atmosfera. La sua presenza aveva spelt
sicurezza. Ora quella sicurezza fu rimossa--e le arie sembrarono comuni
con sospetto. La faccia sinistra del Dott. Bauerstein riandò
io spiacevolmente. Un sospetto vago di ogni uno e tutto
riempito la mia mente. Solo per un momento io avevo una premonizione di
avvicinandosi cattivo.
CAPITOLO II.
Il 16TH E 17TH luglio
Io ero arrivato a Stili il 5 luglio. Io ora vengo il
eventi dei 16 e 17 di quel mese. Per la convenienza
del lettore io ricapitolerò gli incidenti di quelli giorni in
come esatto una maniera come possibile. Loro furono suscitati di conseguenza
alla prova da un processo di interrogatori lunghi e tediosi.