J. L. Cherry
Capitolo 73
e perciò noi non siamo sorpresi per trovarlo subito confessando a
il trucco che lui aveva tentato. Lui rispose a Montgomery:--
"Helpstone, maggio 8, 1826.
Il mio caro Signore,--
Io non perderò nessun momento di entrata che risponde alla Sua lettera, per io ero estremamente
si dilettato incontrare così il genere un avviso da un poeta così distinto come
Lei; e se è la vanità per ammetterlo, è, io spero, un
vanità di troppo onesto una natura per avere vergogna di--almeno io penso di sì,
e sempre può. Ma la Sua domanda pressocché mi fa sentirsi vergognoso a
possieda all'estensione della falsità che io ho commesso; ed ancora io non voglio
lo raddoppi aggiungendo una ripetizione dell'offesa. Io devo confessare
Lei che il poema è il mio, e che il libro da donde lui era
finto di essere stato trascritto non ha esistenza (che io so di)
ma nella mia invenzione del titolo. Ed ora che io ho confessato
il crimine, io gli darò le ragioni per commetterlo. Io ho da molto
aveva un'amorevolezza per la poesia del tempo di Elizabeth, sebbene io ho
mai non aveva alcuni mezzi di incontrarsi con lui, più lontano che nei confinarono
canali di Ritson 'Canzoni inglese', Ellis 'i Campioni', e
Walton 'il Pescatore; ' e l'inverno prima di ultimo, sebbene tra un severo
malattia, io misi circa scrivendo una serie di versi, nella loro maniera come
bene come io potevo, quale io intesi di passare via sotto i loro nomi,
sebbene alcuni che io professai imitare che io non avevo visto mai. Come io sono nessuno
giudice di miei propri versi, se loro sono buoni o cattivi, io desiderai
abbia l'opinione di alcuno uno su chi io potrei contare; e come io fui detto
Lei sia il redattore del 'l'Iris', io mi avventurai spedire la prima cosa
a Lei, con molti 'dubbi e paure.' Io fui stupito felicemente per vedere
il suo ricevimento di favourable. Da allora poi io ho scritto molti altri in
lo stesso stile alcuni/e dei/lle quali è stato pubblicato; un'in Cote
'Libro di ogni giorno', su 'la Morte' sotto il nome di Marvell, ed alcuni