J. L. Cherry
Capitolo 71
mi ha fuorviato per sopravvalutare il loro merito, Lei scuserà la libertà io
ha preso, ed il guaio che io gli ho dato nel perusal; per,
dopo tutto, è ma un'opinione che erra che può avere poco meno
che l'amore di poesy per raccomandarlo.
Io sono distinti saluti,
JOHN CLARE."
A questa lettera Montgomery rispose nei termini seguenti:--
"Egregio Signore,--
Qualche tempo fa io ricevetti da Lei i certi versi dissero di essere copiati
dalle mosca-foglie di un vecchio libro stampato sulle quali loro erano
scritto. Il titolo era 'La Vanità della Vita', ed il titolo del libro
'La più Buon Ricchezza del Mondo', & il c. Ora sebbene io sospettai, da un piccolo
l'ambiguità nell'enunciazione della Sua lettera che questi versi non erano
piuttosto così vecchio come loro professarono essere, e che Lei Lei forse
li aveva scritti per esercitare il Suo proprio genio, e li spedì a
eserciti la mia acutezza critica, io pensai che l'offesa gloriosa
sua propria redenzione portata in se stesso, ed io non solo perdonerei
ma si allieta vedere tali colpe commesse ogni giorno nell'interesse di
tali meriti. Ora è comunque, di alcuna importanza a me per sapere
se loro sono della data che loro colpiscono, o se loro sono
di Sua propria produzione. La supposizione del Suo essere capace di così
una cosa è così estremamente nel Suo favour, che Lei perdonerà il male,
se c'è alcuno, implicito nel mio enquiry. Ma io sto facendo un
raccolta cronologica di 'Poesia cristiana', dal più primo
tempi all'ultimo morto dei nostri contemporanei che hanno di quando in quando
provato i loro talenti su temi consacrati, e se queste stanze fossero
realmente il lavoro di alcuno autore anonimo dell'ultimo secolo che io posso
sia contento per darli il luogo e la quota di honour, ma se loro sono
il 'miracolo felice' di Suo 'nascita rara' poi, comunque di malavoglia, io
deve precedere l'uso di loro. Il volume stesso ne contiene forse
pezzi preziosi che io non ho visto, e è probabile che quale vada bene mio