J. L. Cherry
Capitolo 52
amico Rippingille, ma si aspetta di fare così quotidiano. Quando io scrivo a lui io
farà noto i Suoi auguri per corrispondere con lui. Lei me La dice
'abbia molte cose per dire a me in futuro sul Suo viaggio, & il c. & il c.'
Preghi non sia lungo, il mio caro Clare, prima Lei fa tali comunicazioni,
con del tutto altro quello La concerne, per io sarò molto ansioso per sentire
buoni conti di Sua cara moglie ed il bambino dolce. Il Sig. E. mi desidera
dire tutto quello che è gentile a Lei per lui, come fa nostro nobile e
caro amico. Cielo lo benedice, il mio caro Clare.
Mai distinti saluti,
'EMMA.'"
AMICI A "IL PALAZZO"
Nel 1823, Clare patì una malattia lunga e seria; procurato,
in ogni probabilità, da un'insufficienza di cibo e da mentale
ansia causata dalla sua inabilità a gratuitamente lui dall'importunità
di creditori. Durante la sua malattia lui fu visitato dal Sig. Taylor che
era venuto in giù a Stamford per frequentare il funerale del Sig. Gilchrist, e
Il Sig. Taylor, scioccato all'aspetto del poeta, procurato per lui a
una volta i servizi del medico principale in Peterborough. Clare
aveva anche un eccellente ed amico di affettuoso nella Sig.ra Marsh, moglie di
il Vescovile di Peterborough che corrispose con lui frequentemente in
una maniera familiare e quasi materna, da 1821 a 1837. Quando Clare
si lagnato dell'indisposizione, un messaggero sarebbe inviato da
"Il Palazzo", con medicine o plaisters pasticche di canfora, o "un
libbra di nostro proprio tè", con consiglio assennato come alle abitudini personali e
dieta. Ad un altro acino d'uva di caldo-casa di tempo è spedito, o il messaggero
giocattoli di orsi per i bambini, o una lente di ingrandimento per assistere Clare in
le sue osservazioni in entomolgy, o libri, o "tre numeri di
L'immondizia di penny di Cobbett che può tenere il Sig. Clare." Il Sig.ra Marsh di un giorno
scrive--
"MostrarLa come io desidero consolarLa io sto spedendogli torte, come uno
fa a bambini: loro sono innocui, così prega li goda, e scriva a