G. K. (Gilbert Keith) Chesterton
Capitolo 24
E loro ambo sostennero un istante scoperto mentre il piccolo Essex
prete battè le palpebre circa per il suo ombrello.
Il Giardino Segreto
Aristide Valentin, Capo della Polizia di Parigi era in ritardo per il suo
cena, ed alcuni dei suoi ospiti cominciarono ad arrivare di fronte a lui. Questi
comunque, fu riassicurato dal suo servitore riservato, Ivan il
vecchio uomo con una cicatrice, ed una faccia pressocché grigio come i suoi baffi,
chi sedette ad una tavola nella sala di ingresso sempre--una sala appese con
arma. La casa di Valentin forse era come particolare e celebre
come suo padrone. Era una vecchia casa, con muri alti ed alto
pioppi che pressocché sovrastano il Senna; ma la stranezza--e
forse il valore di polizia--della sua architettura questo era: quello
non c'era ultima uscita a tutti eccetto attraverso questa porta anteriore,
quale fu protegguto da Ivan e l'armoury. Il giardino era grande
ed elabora, e c'erano molte uscite dalla casa nel
giardino. Ma non c'era uscita dal giardino nel mondo
fuori; ogni tondo corse un alto, lisci, muro di unscalable con
punte speciali alla cima; nessun cattivo giardino, forse per un uomo a
rifletta in chi dei cento criminali avevano giurato uccidere.
Come Ivan spiegò agli ospiti, il loro oste aveva telefonato
che lui fu detenuto per dieci minuti. Lui era, in verità, facendo
delle ultime sistemazioni su esecuzioni e cose così brutte; e
sebbene questi doveri erano radicatamente repulsivi a lui, lui sempre
li compiuti con precisione. Spietato nella ricerca di
criminali, lui era molto mite sulla loro punizione. Da quando lui aveva
stato supremo sul francese--ed estesamente su europeo--il policial
metodi, la sua grande influenza era stata honourably usati per il
mitigazione di frasi e la purificazione di prigioni. Lui era
uno dei grandi francesi umanitari i liberi pensatori; e l'unico
male di cosa con loro è che loro fanno anche la misericordia più freddo che
giustizia.
Quando Valentin arrivò lui già fu vestito in vestiti di nero