Capitolo 77
l'orgoglio è solitario ed incivile. La vanità è attiva; desidera l'applauso di moltitudini infinite; l'orgoglio è passivo, desiderando solamente l'applauso di una persona che già ha. La vanità è umoristica, e può godere anche lo scherzo di lui; l'orgoglio è ottuso, e non può sorridere anche. E l'intero di questo la differenza è la differenza tra Stevenson ed il Sig. Giorgio Moore, chi, come lui c'informa, ha spazzolato a parte Stevenson." Io non so dove gli è stato spazzolato, ma dovunque è io immagino lui sta avendo un buon tempo, perché lui aveva la saggezza per essere vano, e non orgoglioso. Stevenson aveva una vanità ventosa; Il Sig. Moore ha un egoismo polveroso. Da adesso Stevenson potrebbe divertirsi così come noi con la sua vanità; mentre gli effetti più ricchi dell'assurdità del Sig. Moore sono nascosti dai suoi occhi. Se noi compariamo questa follia solenne con la follia felice con cui Belauds di Stevenson i suoi propri libri e sgrida i suoi propri critichi, noi non lo troveremo difficile indovinare perché è quel Stevenson almeno trovi una finale filosofia di alcuno genere per vivere da, mentre il Sig. Moore sta camminando il mondo che guarda per sempre un nuovo. Stevenson aveva trovato che il segreto di bugie di vita in risata e l'umiltà. Stesso è il gorgon. La vanità lo vede nello specchio di altri uomini e le vite. L'orgoglio lo studia per lui e è girato prendere a sassate. È necessario per pensare questo difetto nel Sig. Moore, perché esso è la debolezza di lavoro che non è senza la sua forza realmente. L'egoismo del Sig. Moore non è soltanto una debolezza morale, è una debolezza estetica e molto continua ed influente come bene. Noi realmente dovremmo essere interessati molto più nel Sig. Moore se lui fosse non piuttosto così interessato in lui. Noi sentiamo come se noi stessimo essendo mostrato attraverso una galleria di ritratti veramente eccellenti in ognuno di che, da della convenzione inutile e discorde, l'artista aveva rappresentato,
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