Capitolo 48
"Lei è un divertente bestemmi", Collaton detto, confuse. "Se Lei volesse
lo metta a bagno per questo cinquanta mila perché Lei tentò di spaventare Courtney
via?"
"Non può capire che io non sono dopo i soldi?" richiesto
Gresham. "Io gli ho spiegato prima quello. Io voglio Gioco d'azzardo ruppe,
screditato, e così coinvolto che lui non può fare mai alcun affari
a New York."
"Cosa è fatto a Lei?" Collaton chiesto. "Lui deve stare vincendo un
controfigura con la Sua ragazza."
"I miei affari privati non sono nessuna della Sua preoccupazione!" Gresham indignatamente
arso.
"Ogni destra, governatore" Collaton assentito una bazzecola arcignamente. "Io voglio
alteri che nota per Lei a-notte; e--"
"Io gli dissi io non avrei qualsiasi cosa per fare con alcun lavoro storto,"
Gresham lo rampognò bruscamente.
"Oh, zittisca!" Collaton ringhiato. "Lei mi dà i crampi. Lei è un
peggiore uncino che io sono!"
CAPITOLO VIII
IN CHE SHOW DI CONSTANCE FAVORISCE INTERESSE NEGLI AFFARI DI JOHNNY
Nella mattina di mercoledì il Sig. Courtney, sedendo rigidamente come alla sua scrivania come
se lui fosse in chiesa, fu dato la scheda di Lavatore di Morton. Lui posò
la faccia di scheda in giù e mise una tappezzare-peso su lui, come se lui temesse
è probabile che ottenga via. Lui si voltò un occhio calloso contro il suo segretario e, in
i suoi toni più asciutti e più pieno di bucce, diresse: "Dica il Sig. Washer che io voglio
lo veda in cinque minuti."
Durante quell'il Sig. Courtney di cinque minuti firmò lettere come solennemente come
un giudice che pronuncia una frase di morte. Finalmente lui fece una pausa e guardò
a lui per una mezzo-minuto solida nello specchio di libreria attraverso
dalla sua scrivania. Apparentemente lui era luttuoso come un impresario di pompe funebri, ma
alla fine dell'ispezione la sua bocca tese improvvisamente in un largo
ghigni che si arruffò la barba argento-bianca sulle sue guance; il suo
occhi si avvitarono su in nodi di rughe gioviali e lui