Capitolo 25
aveva aperto. Appena Johnny digitò la porta il giovane diede un
direzione al conducente, ed il tassì affrettò via.
Presidente Close era conservativamente contenta per vedere Johnny. Lui era un
uomo crespo-affrontato, con un baffi grigio ed estremamente stretto-mozzato; e
non una sola piega nella sua espressione era flessibile nello slightest
grado. Lui aveva un'ammirazione che pressocché ammonta all'affezione per
Johnny--purché il giovane promettente non volle soldi.
"Buona mattina", lui salutò il suo visitatore. "Cosa possiamo fare per Lei a-
giorno?" Ed in grande alacrità lui fece una rassegna mentalmente i contenuti di credito
busta G-237. Quella busta, essendo dedicato al Sig. Gamble,
contenuto un record molto chiaro; quindi la Sig. Close venne come vicino a sorridendo
come permetterebbero quelle pieghe inoppugnabili.
"Voglia dare il quarto Nazionale come una referenza", Johnny ritornato
allegramente.
"Io vedo", assentì la Sig. Close, mentre immediatamente cessando sorridere; per ora
si avvicinato all'agonia quotidiana della vita--l'invidioso di credito. "Io vedo;
Io vedo. Propone prendendo parte in un azzardo nuovo?"
"Nel momento in cui spesso come io posso trovare uno", affermò attivamente Johnny.
La Sig. Close guardò a lui con disapprovazione austera.
"Quello non suona come una cornice molto stabile di mente", lui sgridò.
"Propone prima fare cosa?"
"Un albergo di venti-storia."
"Quello si incontra con millions!" Chiusura ansata, ed arrivò fuori per toccare un
abbottoni sulla sua scrivania; ma Johnny Gamble stette quella mano.
"Lei è dopo il mio equilibrio", lui disse. "È dodici dollari e trenta-
sette centesimi."
"Bene, Lei vede, il Sig. Gamble, sotto le circostanze--" esitò Sig.
Vicino.
"Io so", sospeso il candidato; "Lei può dire solamente io sono buono per
dodici-trenta-sette. Io non chiedo a Lei di appoggiarmi. Se qualcuno 'i telefoni
Lei, solo dica io sono un buon ragazzo."
La Sig. Close pressocché sorrise di nuovo.