Capitolo 70
ricostituito così come consistere di un ecclesiastico, tre nobles e
otto o nove letrados, o avvocati. [La nota in calce: los di de di Cortes Antiguos
Reinos, 112 ecc.] L'ultima classe che fece sulla sua maggioranza sia uomini
imparato nel diritto romano, e perciò dedicò all'idea di assoluto
monarchia; senza collegamento con la chiesa o la nobiltà, e
perciò interessò nel corroborante del potere sovrano contro ambo;
accorto, addestrò, lavorando capace, e duro.
Da questa durata diretto il consiglio, in presenza continua sul re,
bene organizzò, purché con un corpo di impiegati ed ufficiali, e
sessioni quotidiane che tengono, divenne gli utili ed effettivo ausiliare
del potere reale. Aveva i doveri della consultazione, consiglio ed in alcuni
decisione di casi, sulle questioni di polizza interna ed esterna di
legislazione ed amministrazione; e, infatti, di azione nell'intero
sfera degli affari di stato. In durata il consiglio gradualmente era
suddiviso in tre corpi: il Consiglio della Giustizia, il Consiglio di
Affermi, ed il Consiglio delle Finanze le cui funzioni furono indicate
dai loro titoli. Il primo di questi era, in un certo senso, il diretto
rappresentativo del vecchio solo consiglio di reale, e frequentemente era
noto come il Consiglio di Castiglia. Il suo presidente fu considerato sempre
il personaggio più alto nel regno, prossimo il re; i suoi membri erano
di quella classe di letrados su che il re potrebbe contare più sicuramente,
ed a lui il dovere di rafforzare la supremazia reale come contro tutti precipitò
richieste antiche, diritti, e le libertà.
Oltre a queste escrescenze dal consiglio primitivo del re,
consigli nuovi furono creati a volte, analogo nei poteri, ma
svista che tiene su sfere speciali di interesse nazionale. Alcuni di
questi erano provvisori, altri permanente. Fra loro il Consiglio sia di
il Hermandad del quale durò solamente per i ventidui anni il
esistenza di quell'istituzione; il Consiglio del Suprema, o del
Indagine; il Consiglio degli Ordini Militari, il Consiglio del