Capitolo 41
corte di Can di Kublai, il nipote, Marco, sorgendo più alto e più alto in
le grazie di quel regolo.
Polo di Marco era uno del tipo notorio di avventurieri italiani che
apparso a giudici stranieri, e, con la versatilità della loro corsa,
si fatto utile, e davvero indispensabile, ai loro padroni. Lui
imparato le lingue dell'Est, ed andò su missioni per il Gran
Can a tutte le parti del suo impero enorme. Quando, nel 1292, i Poli ottennero,
permesso per ritornare a casa loro seguirono il più lunghi e più importante
delle tre mestiere-percorso di instradamento principali che sono state descritte. Loro navigarono
da Zaiton, un porto marittimo di Cina, e passando lungo le spiagge di
Tonquin, Java e più lontano l'India, fece il loro modo da porto per virare,
attraverso la Baia di Bengal a Ceylon, poi alla costa di Malabar di
India lungo la quale loro passarono a Cambay, e per questo motivo attraverso il Rosso
Mare a Cairo, e così a Venezia. Il loro viaggio di ritorno da Cina, con
le sue detenzioni lunghe nelle Indie Orientali, prese pressocché tre anni.
Tutto il mondo sa delle esperienze susseguenti di Polo di Marco a Venezia,
la sua cattura ed imprigionamento a Genova, le storie dei suoi viaggi con
quale lui il whiled via i giorni stanchi della sua prigionia, e l'adunata
di questi in un libro che sparse estesamente attraverso l'Europa all'interno del prossimo
pochi anni e è stato letto impazientemente sin da allora. [La nota in calce: Polo di Marco
(L'ed di Natale,), Introduzione.]
Né i viaggi di Polo di Marco né quelli dei suoi predecessori o
successori immediati dischiusero alcune terre l'esistenza di che non era
prima saputo ad europei; ma loro diedero conoscenza robusta di molti
paesi e nazioni delle quali furono conosciuti solamente i nomi; e loro diedero
questa conoscenza con freschezza stupefacente, la minuziosità, e l'accuratezza.
Gli scrittori di questi travelled dei libri sulla molta migliaia di miglia, e
loro descrissero, nel principale, quello che loro videro, anche se, chiaramente, loro