Capitolo 34
I centrali e percorsi di instradamento meridionali per un tempo rimasto aperto; effettivamente, il
bloccando degli sbocchi più settentrionali spedì una più grande proporzione del
commerci in prodotti Orientali attraverso la Siria ed attraverso i porti Marittimi e Rossi.
I mercati a Damascus, Aleppo, Beirut, ed Alessandria erano migliori
riempito che mai coi prodotti dell'Est. Anche il genovese che
aveva così completamente perso la loro prosperità, ancora aveva un fondaco in
Alessandria nel 1483; mentre i Veneziani, nonostante le loro perdite
nel Mediterraneo nordorientale e le loro lotte amare col
Turchi, continuò a fare sistemazioni commerciali e più vicine e più vicine col
Emiri saraceni delle città Soriane ed i sultani di Mameluke dell'Egitto.
Sotto carichi finanziari e pesanti e tra dispute continue loro ancora
tenuto su un mestiere attivo. Dieci o quindici galee vennero ogni anno da
Italia, Francia, e la Spagna ad Alessandria che nel più tardi anni del
quindicesimo secolo era di gran lunga il più grande mercato per spezie nel
mondo. Anche Firenze, nel più tardi anni del quindicesimo secolo,
aperto su un mestiere con Egitto e la Siria. [La nota in calce: Heyd, des di Geschichte
Levantehandels, II., 427-494.]
Il Mediterraneo sudorientale ora fu destinato per essere scopato dallo stesso
tempesti come le altre parti del Levant. Di primi anni del
sedicesimo secolo l'esercito Ottomano invase Siria e l'Egitto. Nel 1516 il
sultano catturò Damascus; nel 1517 lui digitò Cairo come un conquistatore.
Siria e l'Egitto divennero una parte dell'Impero turco, come l'Asia Minor il
Penisola balcanica, e le coste del Mare Nero già avevano fatto.
Trattati, è vero, fu formato anche ancora da che Venezia, al
prezzo delle condizioni umilianti, permesso ottenuto dall'ottomano
governo per continuare un mestiere pesantemente oppresso nelle città danneggiate
di Egitto e la Siria, come lei già stava facendo a Costantinopoli. Ma il
tratti da che fu raggiunta conquista turca, e lo spirito intero