Capitolo 27
mestiere in aumento; ed i tre percorsi di instradamento lungo che i prodotti del
Est fu portato a quelli che erano capaci pagare per loro non era mai,
durante le Età Medie, completamente chiuso. Loro fondarono loro occidentale
termini in una linea lunga di città di Levantine che estendono lungo le spiagge
del Mare Nero e del Mediterraneo orientale da Tana nel
nord ad Alessandria nel sud. In queste città le spezie, medicine,
tinte, profumi pietre preziose, sete tappeti, beni di metallo ed altro
stoffe e materiali prodotti in terre lontano Orientali erano sempre
ottenibile da commercianti europei.
I commercianti che comprarono beni questi nei mercato-luoghi del Levant
per lo scopo di distribuirli in tutta l'Europa era per il
la maggior parte di parte italiani da Pisa, Venezia, o Genova; Spagnoli da
Barcelona e Valencia; o Provencals da Narbonne, Marseilles, e
Montpellier. [La nota in calce: Beazley, Alba della Geografia Moderna, II., screpolatura.
vi.] Loro non erano acquirenti soltanto viaggianti e venditori, ma in molti
casi erano residenti permanenti delle terre di Mediterraneo orientali. In
la prima la metà del quindicesimo secolo c'erano sistemazioni di così
commercianti ad Alessandria in Egitto; in Acro, Beirut, Tripoli e
Laodicea sulla costa Soriana; a Costantinopoli, ed in un gruppo di
città che costeggiano il Mare Nero. Anche nel più città di retroterra della Siria,
come Damascus, Aleppo, ed Antioch, italiani fu stabilito.
[La nota in calce: Heyd, il des di Geschichte Levantehandels, II., 67.] la posizione
di commercianti europei variati nelle città diverse su questo commercio
confini con tra l'Est e l'Ovest, da quello di lago straniero
commercianti, vivendo su sopportazione nuda nel mezzo di una comunità ostile,
a quello di cittadini che occupano quello che era praticamente un Veneziano esterno
o Genovese o la colonia di Pisan.
Nel più grande numero di casi i commercianti europei italiani ed altri
aveva trimestri, o fondachi, concesso a loro nelle città Orientali dal