Capitolo 65
brevemente. "Quello farà molto bene per noi." Tenendosi libero dal groviglio della siepe lui andò a zonzo attraverso un triangolo di giardino di cucina oscuro, e si avvicinò un capannone cupo o alloggia un recinto o due oltre lui. Era un capanna tempo-macchiata di legno grigio che con tutta la sua devastazione trattenuto un cartellino o due di ornamento banale che suggerì quello la cosa era stata una volta un genere di passare l'estate-casa, ed il luogo probabilmente un genere di giardino. "Quello è piuttosto invisibile dalla strada", Turnbull detto come lui lo digitato, "e ci sostituirà sulla notte." MacIan cercò seriamente a lui alcuni momenti. "Signore", lui disse, "Io dovrei dirgli qualche cosa. Dovrei dire io----" "Faccia tacere", Turnbull detto, alzando improvvisamente la sua mano; "ancora sia, uomo." Nel silenzio improvviso, i suonare sul tamburo dei cavalli distanti crebbero, louder e louder con rapidità inconcepibile, e la cavalcata di polizia rivestita di vimini da sotto loro nella corsia, pressocché col ruggito e sbatte di un treno espresso. "Io dovrei dirgli", MacIan continuato, fissando impassibilmente ancora all'altro, "che Lei è un grande capo, e è buono andare guerreggiare dietro a Lei." Turnbull non disse niente, ma girò e sembrò fuori dello sciocco graticcio delle piccole finestre, poi lui disse, "Noi dobbiamo avere cibo e prima dorme." Quando l'ultima eco dei loro inseguitori elusi era morta nel altopiani distanti, Turnbull cominciò a spacchettare i provvedimenti col aria facile di un uomo ad un picnic. Lui aveva posato appena fuori l'ultimo articoli, metta una bottiglia di vino sul pavimento, ed una lattina di salmone su la finestra-sporgenza, quando il silenzio smisurato di quello dimenticato luogo fu rotto. E fu rotto da tre colpi pesanti di un bastone consegnò sulla porta. Turnbull guardò su nell'atto di aprire una lattina e fissò silenziosamente al suo compagno. La bocca lunga, magra di MacIan aveva chiuso sodo.
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