G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

La Palla e la Croce

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 13

là, e la cupola era là, che lui stava per scalare in giù
da loro, e che lui non badò nel minimo se lui era
ucciso o non.  Questo umore misterioso abbastanza durò lungo cominciare
lui sulla sua discesa terribile e costringerlo a continuarlo.  Ma
sei volte prima che lui arrivò il più alto delle gallerie esterne
terrore era ritornato su lui come un temporale volatore dell'oscurità e
tuono.  Dalla durata lui era arrivato a quel luogo della sicurezza lui
pressocché feltro (come in dell'adattamento impossibile di ubriachezza) che lui
aveva due teste;  uno era calmo, spensierato, ed efficiente;  l'altro
visto il pericolo piacere una mappa mortale, era saggio, accurato, ed inutile.
Lui aveva immaginato che lui avrebbe dovuto deludersi verticalmente
la faccia dell'edificio intero.  Quando lui lasciò cadere nel superiore
galleria che lui ha sentito lontano ancora come dal globo terrestre come se lui
aveva lasciato cadere solamente dal sole alla luna.  Lui fece una pausa un poco,
anelando nella galleria sotto la palla, e calciò inattivamente i suoi talloni,
trasportando alcuni recinti lungo lui.  E come lui faceva così un fulmine
colpito la sua anima.  Un uomo, un cattivo, uomo all'ordine del giorno con un composto
faccia indifferente, ed un genere prosaico di uniforme, con una fila di
bottoni, rese impraticabile il suo modo.  Michael non aveva nessuna mente per chiedersi se
questo uomo stupito e solido, col baffi marrone ed il
bottoni di nichelio, era venuto anche ad una nave volatrice.  Lui fece soltanto il suo
galleggiante di mente in una felicità senza fine sull'uomo.  Lui pensò come
bello sarebbe se lui dovesse vivere su in quella galleria con quello
un uomo per mai.  Lui pensò come lui lussureggerebbe nel
ombre anonime dell'anima di questo uomo e poi sente con un senza fine
eccitamento sulle ombre anonime delle anime di tutti il suo
zie e zii.  Un momento prima che lui stava morendo da solo.  Ora
lui stava vivendo nello stesso mondo con un uomo;  un inesauribile
estasi.  Nella galleria sotto il palla Padre Michael aveva trovato
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