Capitolo 70
ci sono alcuni dipinti molto interessanti da scolpire: alcuni
panorami rappresentativi, ed alle fini pannelli decorativi da
Alessandro Harrison e da Howard Cushing.
Galleria 80 è notabile per il lavoro di pittori che hanno seguito piuttosto
da vicino le vecchie tradizioni accademiche: per il lisciato e levigato
tele di W. M. Paxton e Filippo Leslie Hale. Ci sono anche sette
panorami di Willard L. Metcalf, lavoro attraente e fresco del
"plein-aria" la scuola.
Galleria 67 è ricca in panorami eccellenti, e contiene il meglio del
il marines di esposizione. Ecco gli unici lavori di Charles H. Davis, un
seguace notabile della Scuola di Inness poetica, e di Leonard Ochtman e
Picco Foster che sta in piedi bene alla parte anteriore fra il più vigoroso
paesaggisti. Anche degno di attenzione i panorami di Braun sono,
Borg, Bianco, Wendt, J. F. Carlson, Rosen e Browne. Il marines
rappresenti bene un reparto di dipingere nel quale americani hanno da molto
eccelso; su muro Un è quattro da Paul Dougherty, su B e C tre da
Frederick J. Waugh, e su D uno di Emil Carlsen. Degli altri dipinti
il più interessante è il pezzo idilliaco da Hugo Ballin su muro C,
rappresentativo della tendenza decorativa.
Galleria 68 contiene come la sua più importante esposizione tre ritratti da J.
C. Johansen, su muro B, del tutto tipico della scorrevolezza brillante di questo
pittore straordinario. Fra i panorami i più importanti sono qui il
due Schofields su muro D, tipico del meglio e fase più sana di
L'impressionismo in America. Molto importante anche è le tele da Daniele
Garber su muro C.
Galleria 69 contiene una raccolta mescolata, con buone cose così diverse
come la figura levigata di Lawton Parker studia (il muro B) e J. Francesco
Il panorama poetico di Murphy (muro C). Su muro C un dipinto è da John W.
Alessandro, uno dei leader in arte americana che è tipica del suo
metodo di subordinare interesse soggetto per fiancheggiare sistemazione e colore
composizione.
Stanza della 70-ritratto della galleria. Su muro C tre ritratti sono da Irving R.