Capitolo 34
schema della corte. Il modello ripetuto ed insolito che riempe il grande
muro riveste di pannelli delle torri è degno di attenzione.
L'architetto della corte era Giorgio W. Kelham.
Scultura. L'unico statua veramente importante nella corte è che che
bancarelle all'apertura sul Viale di Palmo-chiamò La Fine del
Pista. Un indiano, finalmente inarcato sotto il temporale siede a cavalcioni un abbattuto
cavallo la stanchezza assoluta, scoraggiamento, speranza perduta espresse in ogni
linea di uomo ed animale. Alcuni vedono nella statua solamente la disperazione abietta
di un cavallo e cavaliere quando la coscienza finalmente viene che la pista
è perso definitivamente nella regione selvaggia; e è degno di nota abbastanza come un
espressione di questo tragico tema. Ma altri, ricordando la storia di
l'indiano, veda qui un promemoria eloquente e patetico di una corsa che
ha finito apparentemente. Come un ritratto di questo
tragedia razziale il gruppo è anche più straordinario che come un'espressione
della disperazione di un uomo perduto e cavallo.
La statua non è proprio in chiave coi suoi dintorni architettonici; ma suo
posizione comparatamente isolata gli impedisce dal sembrare un intrusivo
elemento nella corte. Considerato da solo è più individuale, più
espressivo di pensiero commovente ed indipendente e profondo, che alcuno altro
scolpisca nei motivi. C'è lontano più della vera serietà qui
che è solito in scultura di esposizione. La cosa è significativa, anche,
per la nota natia. È degno di studio serio come indicando uno di
le più importanti tendenze di scultura americana quando non allacciò al
puramente decorativo. Lo scultore era James Earl Fraser.
Le sculture minori in questa corte consistono del Caryatides da John
Bateman ed A. Stirling Calder; lo spandrels, da Alberto Weinert; "Il
Fata", da Carl Gruppe che incorona le Torri italiane; ed il classico
vasi ai portali.
I dipinti murali in questa corte stanno deludendo. Due sono
notevolmente povero, in considerazione della reputazione alta degli artisti, e