Capitolo 49
la testa quadrata e straordinaria, qualche volta è la testa rotonda e chiara; qualche volta l'attenzione di strattone dotta allo sviluppo anormale, qualche volta alla deficienza impressionante della schiena della testa. Io ho tentato di scoprire quello che è il fattore invariabile, quello marchio permanente del tipo criminale e scientifico; dopo esauriente classificazione io devo venire alla conclusione che consiste nell'essere povero. Ma era fra i ritratti in questo articolo che io ho ricevuto il finale colpo; il miglioramento intellettuale che mi ha lasciato nel durare possesso del fatto che criminologi sono generalmente più ignoranti che i criminali. Fra i morirono di fame ed amaro, ma piuttosto umano, facce erano una testa, pulito ma vecchio stile col polvere di il 18 secolo ed un certo primness quasi impertinente nel vestito quale segnato le convenzioni del superiore borghese approssimativamente 1790. La faccia era magra ed alzò rigidamente su, gli occhi fissarono in avanti con una sincerità spaventosa, il labbro era fisso con una fermezza eroica; tutto il più patetico a causa di una certa delicatezza e la deficienza di forza maschia, Senza sapere era chi, uno avrebbe potuto indovinare che era un uomo nella maniera del Brutus di Shakespeare, un uomo di intenzioni penetrantemente pure, prono usare governo come un lago macchina per la moralità, molto sensibile alla carica di discordanza ed un poco troppo orgoglioso di suo proprio pulito e la vita di honourable. Dico io io pressocché avrei dovuto sapere da solo questo dalla faccia, anche se io non avevo saputo era chi. Ma io seppi era chi. Era Robespierre. E sotto il ritratto di questo moralista pallido e troppo ansioso fu scritto queste parole straordinarie: La "deficienza di istinti etici," seguì da qualche cosa all'effetto che lui non conobbe misericordia (quale è certamente falso), e da alcuno assurdo su una fronte che ritira, una particolarità che lui divise con Luigi XVI e con metà le persone
| Prev | Il contenuto del libro | Next |