G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Bazzecole tremende

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 80

l'esperienza non era come generalmente è stato supposto.
Se Lei desidera sentirlo io gli racconterò la vera storia di Jack
il Gigante-assassino. Cominciare con, la cosa più terribile che Jack
prima feltro sul gigante era che lui non era un gigante.
Lui venne sgambando attraverso un piano boschivo ed interminabile, e contro
il suo orizzonte remoto il gigante era una vera piccola figura, come una figura
in un ritratto--lui sembrò soltanto un uomo che cammina attraverso l'erba.
Poi Jack fu scioccato ricordando che l'erba che l'uomo
stava calcando in giù era una delle foreste più alte su quel piano.
Gli uomini vennero più vicini e più vicino, mentre crescendo più grande e più grande,
ed all'istante quando lui passò la possibile statura di umanità
Jack pressocché gridò.  Il resto era un'apocalisse intollerabile.

Il gigante aveva la spaventosa del una qualità di un miracolo;
il più lui divenne incredibile il più lui divenne solido.
Il meno potrebbe credere in lui il più chiaramente uno potrebbe vederlo.
Era insopportabile che così molto del cielo dovrebbe essere occupato
da una faccia umana.  I suoi occhi che erano stati di rilievo come finestre di arco,
divenuto ancora più grande, e non c'era nessuna metafora che poteva
contenga la loro grossezza;  ancora ancora loro erano occhi umani.
L'intelletto di Jack fu andato improvvisamente sotto quel ipnotismo enorme
della faccia che ha riempito il cielo;  la sua ultima speranza fu sommersa,
le sue cinque intelligenze tutti ancora con terrore.

Ma si alzò là ancora in lui qualche genere di cavalleria fredda, una dignità di morto
honour che non dimenticherebbe il piccolo e spada futile nella sua mano.
Lui rivestì di vimini ad uno dei piedi colossali di questa torre umana, e quando
lui venne piuttosto vicino a lui la caviglia-osso lo fornì di arcata su come una caverna.
Poi lui piantò il punto della sua spada contro il piede e leant su lui
con tutto il suo peso, coltivi salì all'elsa e ruppe l'elsa,
e poi addentò solo sotto lui.  Ed era semplice che il feltro gigante
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