Capitolo 63
che credere in un uomo che non piace storie delicate. Io bacerei piuttosto Grimm invece di una Bibbia e giurerei a tutti le sue storie come se loro fossero trenta-nove articoli che dica seriamente e fuori del mio cuore che ci possono essere tale uomini come Lei; che Lei non è della tentazione del diavolo o dell'inganno dalla lacuna. Guardi a questi si lagni, le semplici, pratiche parole. 'La Nonna del Dragone', quello è del tutto corretto; quello è razionale pressocché al limite del razionalismo. Se c'era un dragone, lui aveva una nonna. Ma Lei--Lei non aveva nonna! Se Lei avesse saputo uno, lei L'avrebbe insegnato ad amare storie delicate. Lei non aveva padre, Lei non aveva madre; nessuno naturale causa può spiegarLa. Lei non può essere. Io credo molte cose che io non ho visto; ma di tali cose come Lei può essere detto, 'Benedetto è lui quell'ha visto ed ancora avuto messo in dubbio.'" . . . . . Sembrò a me che lui non mi seguì con delicatezza sufficiente, quindi io moderai il mio tono. "Lei non vede", dissi io, "quella fata storie nella loro essenza sono piuttosto solide e diritte; ma che questa narrativa eterna sulla vita moderna è in suo natura essenzialmente incredibile? Popolo-sapere vuole dire che l'anima è sano, ma che l'universo è selvatico e pieno di meraviglie. Realismo vuole dire che il mondo è ottuso e pieno di routine, ma quello l'anima è ammalata e strillante. Il problema della storia delicata è-- un uomo sano farà cosa con un mondo fantastico? Il problema del romanzo moderno è--quello che un matto farà con un mondo ottuso? Nelle storie delicate il cosmo va arrabbiato; ma l'eroe non va arrabbiato. Nei romanzi moderni l'eroe è arrabbiato di fronte al libro comincia, e patisce la fermezza aspra e la sanità mentale crudele del cosmo. Nella storia eccellente di 'la Nonna di Il Dragone', in tutto l'altro storie di Grimm, è presunto che il giovane che mette fuori sul suo viaggi avranno tutte le verità sostanziali in lui; che lui sarà coraggioso,
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