G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Bazzecole tremende

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 32

capogiro aumentò, mentre confondendo cose sopra di con cose sotto.
Muri larghi di pietra boschiva furono di rilievo sulla mia testa come un tetto.
Io li fissai finché io immaginai che io stavo fissando in giù ad un
boschivo chiaramente.  Sotto me bagna di verde scopato in giù al fiume.
Io li fissai finché io immaginai che loro scoparono su al cielo.
L'imporpori scurito, notte disegnò più vicina;  sembrò solamente tagliare più in modo chiaro
i baratri e strattone più alto il germoglia di quel panorama di incubo.
Sopra di me di crepuscolo la carcassa nera ed enorme del conducente era,
e suo largo, cancelli di nuovo era misterioso come la schiena
di Morte nel ritratto di Watt.  Io sentii che io stavo crescendo
troppo fantastico, ed io cercai di parlare di cose all'ordine del giorno.
Chiamai fuori al conducente in francese, "Dove sta prendendomi?"
e è un fatto letterale e solenne che lui mi rispose nello stesso
lingua senza voltarsi, "Alla fine del mondo."

Io non risposi.  Io gli permisi di trascinare il veicolo sul buio,
modi ripidi, finché io vidi poco luci sotto un tetto basso di
alberi e due bambini, uno stranamente bello, giocando a palla.
Poi noi ci trovammo riempendo sulla strada principale e severa
di un piccolo piccolo villaggio, ed attraverso il muro della sua locanda fu scritto
nelle grandi lettere, Turno di LE DU MONDE--la fine del mondo.

Il conducente ed io ci sedemmo fuori di quella locanda senza una parola, come se tutti
cerimonie erano naturali e capirono in quel ultimo luogo.
Io ordinai pane per ambo di noi, e vino rosso che era buono ma
non aveva nome.  Sull'altro lato della strada era un poco chiaramente
chiesa con una croce in cima ad esso ed un gallo in cima alla croce.
Questo sembrò a me una fine molto buona del mondo;  se la storia
del mondo finì qui finì bene.  Poi io mi chiesi se io
io dovrei essere realmente contento per finire qui, dove più certamente
c'erano le migliori cose di Cristianità--una chiesa e bambini
giochi e suolo decente ed una taverna per uomini per parlare con uomini.
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