Capitolo 16
pensi il Suo croquet svanirà attraverso la sua propria eccellenza senza difetti. Lei è sicuro per il presente." Io lo carezzai di nuovo col maglio, battè una palla circa, si collegò, e riprese il filo della mia dissertazione. Il lungo, la calda sera gradualmente stava chiudendo, e da questo tempo era pressocché crepuscolo. Dalla durata io avevo consegnato quattro principi più fondamentali, ed il mio compagno aveva superato cinque più i cerchi, il crepuscolo stava inclinando sul buio. "Noi dovremo rinunciare questo, disse Parkinson, come lui perse una palla quasi per la prima volta, "io non posso vedere una cosa." "Né può io", io risposi, "e è un conforto da riflettere che io non colpire qualsiasi cosa se io lo vedessi." Con quell'io colpii intelligentemente una palla, e lo spedì via nell'oscurità verso dove la figura ombrosa di Parkinson si mosse nella foschia calda. Parkinson immediatamente emise un uggiolare forte e drammatico. La situazione, effettivamente, lo mandò a chiamare. Io avevo colpito la palla corretta. Assordato con stupore, io attraversai la terra oscura, e colpì la mia palla di nuovo. Superò un cerchio. Io non potevo vedere il cerchio; ma era il cerchio corretto. Io rabbrividii da testa a piede. Parole erano completamente inadeguate, così io penzolai pesantemente dopo ciò palla impossibile. Di nuovo io lo colpii via nella notte, in quello che io supposto era la direzione vaga del bastone piuttosto invisibile. E nel silenzio morto io sentii il bastone sbatte come la palla lo colpito pesantemente. Io gettai in giù il mio maglio. "Io non posso sostenere questo", dissi io. "La mia palla ha andato destra tre volte. Queste cose non sono di questo mondo." "Raccolga il Suo maglio, Parkinson detto, "abbia che un altro vada." "Io gli dico io non sfido. Se io facessi un altro cerchio come che io dovrei vedere tutti i diavoli che ballano sull'erba benedetta là." "Perché sgobba?" Parkinson chiesto; "loro possono essere solamente fate che fanno divertente di
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