Sir Winston S. Churchill
Capitolo 73
del fanatismo è esercitato solamente in una direzione diretta. Ritirata intese rovina.
Tutti devono essere legati ad un palo su un assalto immediato. E, inoltre, il momento
era maturo. Così i capi arabi ragionarono, e risolse saggiamente essere imprudente.
Così la notte del 25 gennaio arrivò.
Il nastro giocò come al solito di sera. Gradualmente le ombre precipitarono
e divenne scuro. Gli abitanti affamati si condursi a letto. Il
comandante ansioso ma indomabile seppe che la crisi incombè, e seppe
anche che lui era debole per distoglierlo. Forse lui dormì, soddisfece quello
lui aveva fatto il suo dovere; e nel silenzio della notte il nemico selvaggio
strisciato clandestinamente verso la città. Lo stanco e scoraggiò sentinelle,
indebolito da carestia e stanco di guerra, mantenne una vigilanza dubbiosa lungo
i bastioni. Le acque che abbassano del fiume avevano lasciato un'apertura nuda
tra il Nilo Bianco ed il muro. C'era forse slealtà inoltre.
Su un improvviso l'esplosione forte di moschetteria ruppe la calma del
notte ed i sonni delle persone; e con un schiamazzo continuo
migliaia di Dervisci sciamò attraverso lo spazio indifeso
e digitò Khartoum.
Uno assale tumultuando di assalitori fece il loro modo al palazzo. Gordon uscì
soddisfarli. Il cortile intero fu riempito con selvatico, figure di arlecchino
e lame acute, brillanti. Lui tentò una conferenza. 'Dove è Suo
domini, il Mahdi?' Lui conobbe sulla sua influenza corse natie. Forse lui
sperato di salvare le vite di alcuni degli abitanti. Forse in quello
l'immaginazione di momento suprema balenò prima un altro ritratto i suoi occhi;
e lui vide lui confrontò col profeta falso di una religione falsa,
confrontato coi prigionieri europei che avevano 'negò il loro Dio,'
offerto la scelta di morte o il Corano; sega lui che affronta quello selvaggio
circondi con un fanatismo uguale a, ed un coraggio più grande che, loro proprio;
marciando in tutto l'orgoglio della fede 'e con disprezzo ritorguto'
alla morte di un martire.
Doveva non essere. Arrabbiato con la gioia della vittoria e frenesia religiosa,