Capitolo 31
rivelato, ma la Saggezza Divina ed immanente. Molte cose nell'esterno
forma dei Sacre scritture è, per noi, desueto. Devolve su noi, in
lo spirito di rispetto filiale, criticarli e così aiuta in modo chiaro a
la terra per un profeta nuovo.
Alcuni più quotazioni dai Sacre scritture indiani ed eccellenti saranno
dato. Il loro numero potrebbe essere aumentato facilmente, ed uno non può biasimare
quegli ammiratori Occidentali del Gita che pressocché espone come fervente un
entusiasmo per l'autore ignoto del Gita come Dante aveva per il suo
Duca_ di _savio nel suo pellegrinaggio terribile.
IL BHAGAVAD-GITA E L'UPANISHADS
Tale critica non era proprio possibile in Inghilterra, anche dieci o venti
anni fa, a parte il Vecchio Testamento. Alcuni studiosi, davvero avevano
se i loro occhi avessero aperto, ma persone addirittura estremamente colte nel
disposizione-mondo lesse il Bhagavad-Gita con ammirazione entusiasta ma
piuttosto acriticamente. Molto come io simpatizzo con Margaret Noble (la Suora
Nivedita), Jane Hay (di San Abb, Berwickshire, N.B.), e Rose
R. Anthon, io non posso desiderare che il loro amore eccessivo per il Gita
dovrebbe trovare seguaci. Io l'ho sulla migliore autorità che il
l'apparente superiorità dei Sacre scritture indiani a quelli del
Mondo cristiano influenzò Margaret Noble per divenire 'la Suora
Nivedita'--un grande risultato da una causa comparatamente piccola. E Signorina
Anthon mostra un eccesso di entusiasmo quando lei mette queste parole
(senza nota o commento) nella bocca di un studente indiano:--
'Ma ora, O genera, io ho trovato tutta la ricchezza e tesoro e honour
dell'universo in queste parole che sono state emesse dal Re di Re,
l'Innamorato di Amore, il Datore di Eredità. Non c'è niente al quale io chiedo
per; nessun bisogno è in essere mio là, nessuna mancanza in vita mia che questo Gita
non riempa ad inondando.' [La nota in calce: _Stories di India_,
1914, p. 138.]
C'è infatti passaggi numerosi nel Gita che, unito,
formi un _Holy Living_ ed un _Holy Dying_, se noi fossimo al