Capitolo 92
ma, come i discepoli del loro filosofo sublime, io ho debitamente,
offerto sui loro altari che le piccole capre ed arieti hanno fatto di cera. Dissi io io
creduto che il sole fosse un grande palla di fuoco; e non ritenne che in così
facendo io avevo bestemmiato il Phoebus divino."
Quando lui aveva finito, fu proclamato ad alta voce che qualsiasi ateniese, non
squalificato da legge, parlerebbe. Cleon sorse, e detto era bene
conosciuto ai discepoli di Anaxagoras, che lui insegnò l'esistenza di
ma un Dio. Euripides, Pericles ed altri che erano stati i suoi alunni,
fu chiamato separatamente per sopportare testimonianza; e tutti dissero lui insegnò Uno
Mente universale della quale tutte le altre divinità erano gli attributi; anche
come rappresentò Homer le divinità inferiori subordinano a Zeus.
Quando al filosofo si chiese se lui credè nei dei, lui
risposto, "io faccio: ma io credo in loro come i rappresentanti di vario
attributi in Una Mente Universale." Lui fu costretto poi a giurare da tutti
i dei, e dal dreaded Erinnys che lui veramente aveva parlato.
Il Prytanes informò la riunione che il loro voto deve decidere se
questo ammise dottrina r endered Anaxagoras di Clazomenae degno di morte.
Un'urna simile ad ottone fu portata rotonda in che depositò ogni cittadino un
ciottolo. Quando contò, i ciottoli neri predominarono sul bianco, e
Anaxagoras fu condannato per morire.
I vecchi uomini lo sentirono molto calmamente, e rispose: "Natura pronunciò quello
condanni su me prima che io nascessi. Faccia quello che Lei vuole, ateniesi che ye possono
solamente ferisca il caso esterno di Anaxagoras; il vero, immortale
Anaxagoras è oltre il Suo potere."
Phidias fu accusato seguente, ed accusato di bestemmia, nell'avere intagliato
la somiglianza di lui e Pericles sullo scudo di cielo-nato
Pallas; e di avere detto che lui approvò l'adorazione dei dei,
soltanto perché lui desiderò avere i suoi propri lavori adorato. Lo scultore
risposto orgogliosamente, "io non dichiarai mai che mia propria somiglianza, o che di