Capitolo 42
quale strascinò lungo il pavimento polveroso. Philothea guardò sinceramente in
la sua faccia, incapace comprendere condotta così caparbia. "È evidente Lei
non voglia la mia a-notte" di società, lei disse; "Io ritornerò perciò
mio proprio appartamento."
La fanciulla irritabile slegò lentamente il suo sandalo, senza fare alcuna replica.
La voce di Philothea tremò leggermente, come lei aggiunse, la Buona notte", Eudora,
A-domani che io spero che Lei mi dirà come io L'ho offeso."
"Stia! Stia!" esclamato la damigella capricciosa; e lei si posò la mano
coaxingly sul braccio del suo amico. Philothea sorrise un perdono pronto.
"Io so che io sono a-notte molto petulante", Eudora detto; "ma io non credo
Lei Lei potrebbe ascoltare Hipparete senza essere irritato. Lei è così
stupido, e così altezzoso. Io non penso che lei parlò dieci a-notte di parole
senza avere una cavalletta per uno di loro. Lei è così orgogliosa di lei
sangue ateniese e puro! Lei sa che lei ha risolto assumere un abile
artigiano da Corinth, fabbricarle solo una scatola d'avoria come quello
Tithonus diede Aspasia; ma lei prese desidera informarmi che dovrebbe essere
impresso con cavallette dorate, invece di stelle. Un saggio ed arguto
apparecchiatura, is't non? mettere cavallette nelle mani di trasformò
Calisto, e li assicura nella cintura di Orion. Il cielo sarà così puramente
Ateniese, è probabile che quello Hipparete stessa accondiscenda essere un
costellazione."
La fanciulla ciarliera rise alla sua propria presunzione; ed anche lei più
compagno serio non poteva frenarsi da un sorriso, come con instancabile
loquacità che lei ha continuato: "Poi lei mi disse che lei lei ricamò
il suo accappatoio di cavalletta, e mi offrì ammiri l'eccellenza del modello.
Lei disse Platone non poteva sbagliarsi possibilmente la ghirlanda intesa per
suo; sapendo, come lui faceva, che suo padre e madre erano ambo discese
dalle famiglie più antiche in Atene; e lei ripetè un elenco di
antenati con nomi ogni fine in _ippus_ e _ippides_. Quando, in