Lydia Maria Francis Child

Philothea - Un Romanzo Greco

Lydia Maria Francis Child

Capitolo 37

i palazzi dell'Est, refulgent con gemme ed oro."

"La bellezza che giace _within_ mai ha un potere misterioso", rispose
Platone. "Un'ametista può radiare nell'occhio di una statua;  ma quello che, salvi il
anima stessa, può dare l'espressione di anima? Il molto spirito dell'armonia
è incarnato nelle proporzioni del Parthenon. È musica marmorea. IO
qualche volta pensi la bellezza visibile ed intera della creazione è formata dal
musica dell'Infinito;  e che le varie gioie che noi sentiamo sono ma il
unione di note di accordant nel grande coro dell'universo. C'è
musica nel ballo arioso;  musica in poesia;  musica nello sguardo di un
bella donna;  musica nelle involuzioni ed inflessioni di numeri;
c'è soprattutto, musica in luce! E quello che _Light_ è in questo mondo,
_Truth_ è in quel mondo glorioso al quale la mente di uomo ritorna dopo
il suo esilio lungo. Sì, c'è musica in luce! Da adesso, Phoebus è dio di
il Sole e della Lira, e Memnon produce suoni dolci per accogliere cordialmente
giorno che avvicina. Per questa ragione, i discepoli di Zoroaster e
Pythagoras saluta il sole sorgente con la melodia di arpe;  e gli uccelli
versi avanti il loro amore di luce in canzone. Per caso l'ordine del
universo è rivelato nella storia di Thebes che sorge alla lira di
Amphion;  e è probabile che Ibycus avrebbe parlato la verità sublime, quando lui disse di
musica nel moto delle stelle eterne."

Philothea aveva ascoltato così sinceramente, che per un momento ogni altro
pensieri furono espulsi dalla sua mente. Lei gettò di nuovo il suo velo, e con
la sua anima intera che radia dalla sua faccia, lei esclamò, "O Platone, io una volta
_heard_ la musica delle stelle! Ibycus"----

Lo sguardo fisso ardente di Alcibiades la ripristinò a coscienza dolorosa;
e, arrossendo profondamente, lei sostituì il suo velo. Aspasia sorrise;  ma Platone,
con riverenza gentile, chiese, Philothea direbbe "Cosa del divino
Ibycus?"

La fanciulla timida non diede replica;  e le ferite lacere della vergogna innocente erano
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