Capitolo 35
Pericles esclamato, piuttosto vivamente: "La storia di Atene, insediata in
la sua bellezza e motorizza, entusiasmerà attraverso cuori generosi, lungo dopo
le altre nazioni sono dimenticate."
"Lei è come una torcia che spedisce avanti la sua ultima brillante vampa, prima che è
estinto per sempre", Anaxagoras risposto, calmamente: "Dove inattivo
demagoghi controllano i redditi di cittadini industriosi, il governo
non può stare in piedi da molto. È una piramide con la base più alto."
"Lei non biasimerebbe certamente la saggezza di Aristides, nel permettere il
povero così come il ricco, il diritto di votare?" Pericles detto.
"Un approvvigionamento moderato di ricchezza è il risultato di virtuoso di solito e
abitudini industriose; e dovrebbe essere rispettato soltanto per quello che esso
indica", Anaxagoras riunito. "Aristides, e gli altri uomini saggi, in
i loro sforzi di soddisfare i requisiti di un persone senza riposo, abbia
aperto una saracinesca, senza calcolare come sarebbe allargato dal
acque che rivestono di vimini, fino a che i molti muri della città è minato da suo
potere."
"Ma inscatola la sicurezza dello stato sia assicurato escludendo soltanto il
vizioso povero?" Platone detto. "Non è fra noi uomini ricchi e viziosi là che
voti avventatamente per misure distruttivo di pubblico buono, se loro potessero
con ciò l'aumento la loro propria ricchezza? Colui che esporta fichi per mantenere
splendore personale, quando c'è carestia in Attica, ha forse meno
virtù pubblica che il mendicante che li ruba per evitare fame."
"Ma gli uomini ricchi e viziosi vogliono dono il mendicante per votare come lui
dettami", Anaxagoras risposto; "e così il suo potere di fare cattivo diviene
due piega."
"Il Suo rispetto per istituzioni permanenti La fa nascondiglio all'amore di
cambi, inerente ed attivo nella mente umana", Pericles detto. "Se
società è come l'oceano di sollevamento, quelli che guiderebbero i loro vasi
in sicurezza, deve rispettare i venti e le maree."