Capitolo 26
dei divani, per la sistemazione di donne; ma gli uomini reclinarono in
Maniera asiatica, mentre le belle damigelle spruzzarono profumi su loro
teste, ed offrì acqua per le loro mani in vasi di argento.
Nello scegliere uno per presiedere sulle festività della sera, il destino
precipiti su Tithonus; ma lui declinò con grazia l'ufficio, mentre dicendolo
propriamente appartenuto ad un ateniese.
"Poi io devo insistere che Lei nomini il Suo successore", Aspasia detto.
"Il Suo comando partecipa poco della democrazia di ateniese
istituzioni", rispose lui, sorridendo; "ma io lo rispetto allegramente; e
voglia, come di più adattamento, incoroni il più saggio." Lui sorse, come lui parlò, e
riverentemente mise il chaplet sulla testa di Platone.
"Io lo trasferirò al più bello", riunì il filosofo;
e lui tentò di mettere la ghirlanda sul sopracciglio di Alcibiades. Ma il
giovane gli impedì, ed esclamò, "No--secondo Suo proprio
dottrine, O Platone ammirabile, la saggezza dovrebbe portare la corona; fin dalla bellezza
è ma la sua forma esterna."
Così esortò, Platone accettò il honours del banchetto; e prendendo un
manciata di ghirlande dall'urna dorata sulla quale loro furono sospesi, lui
proceduto incoronare gli ospiti. Lui mise sulla testa di Aspasia prima un
ghirlanda di brillanti e variegati fiori fra che la rosa ed il
mirto sia molto evidente. Su Hipparete lui diede un coronal di
violette, considerate dagli ateniesi orgogliosi il loro proprio fiore particolare.
Philothea ricevette una corona di gigli bianchi e puri.
Aspasia, mentre osservando questo, esclamò, mi "Dica, O Platone come Lei seppe quello
ghirlanda, soprattutto gli altri fu tessuta per la grande-figlia di
Anaxagoras?"
"Quando io sento una nota di musica, io non subito lo sciopero la sua corda?"
risposto al filosofo: "Anche come certamente è là un eterno
l'armonia tra l'anima di uomo e le forme visibili della creazione. Se
non c'erano cuori innocenti, non ci sarebbero gigli bianchi."