Capitolo 1
Qui ci permise di cercare le torri di Athenae,
La culla della corsa di vecchio Cecrops,
L'ornamento di capo del mondo e la grazia;
Qui fanes mistici e riti predicono,
E lampade in splendore di splendore sacro;
Qui i dei indulgono in cupole di marmo,
Banchettato con ecatombi costosi,
Quel tondo la loro vampa di statue di votive,
Mentre tempi affollati accerchiano con encomio;
E sacrifici pomposi qui
Faccia feste in tutto l'anno.
ARISTOPHANES.
La luna stava muovendosi attraverso i cieli in gloria silenziosa; ed Atene,
con tutta la sua bella varietà di ville, altari, statue, e tempi,
si allietato nella luce sacra.
Le colonne bianche del Parthenon alto stettero in piedi in sollievo distinto
contro il cielo blu e chiaro; la cresta e lancia di Pallas Promachos
brillato nell'atmosfera di refulgent, una luce di segnalazione al marinaio distante;
la linea di treppiedi simili ad ottone, mentre conducendo dal Teatro di Dionysus, arse
piaccia urne di fuoco; e le acque dell'Illyssus gettarono uno sguardo destra
gioiosamente, come loro si mossero avanti all'oceano. La terra era come un
bambino che dorme, sorridendo nel suo sonno perché sogna Cielo.
Nella parte più antica e quieta della città, non lontano dal cancello
Diocharis, era la magione modesta di Anaxagoras; ed a questo tranquillo
ora, la grande-figlia del filosofo, col suo compagno adorato
Eudora, stato in piedi sul tetto mentre godendo il panorama raggiante, ed il balsamico
aria.
La figura alta di Philothea era una bella unione della maestà e la grazia. Il
capelli dorati che lei ereditò da una madre di Laconian, era raffinatamente
sistemato sulla cima della sua testa, in una corona intrecciata sui lati di
quale la brillante pelle di ricci, come viticci di acino d'uva dall'orlo di un
cesto. Lo splendore mite dei suoi grandi occhi scuri formò un bello
contrapponga anche ad una fiera di carnagione a trasparenza. La sua espressione aveva
l'innocenza dell'infanzia; ma fu tinto con qualche cosa elevato e
santo che lo fece sembri come l'infanzia in Cielo.