Capitolo 40
moglie morto di disagio, decrepito e prigione-usato nel servizio di un
paese ingrato, le sue speranze vissero di nuovo in Carl, lo spadaccino di Jena.
Poi venne alla Rivoluzione pietosa, il disgiungere di tutte le cravatte, il sambuco
uomini andarono via a trascinare fuori i suoi pochi giorni stanchi di fronte ad un altare fracassato. In Carl
un'aspirazione nuova aveva saltato su, un patriottismo nuovo mescolò. Anche, i suoi avevano
stato il sacrificio. Felice in morte, per lui aveva aiutato perpetui quello
grande Unione che dovrebbe essere per ogni tempo il rifugio degli oppressero.
CAPITOLO IV
L'ELENCO DI SESSANTA
Un giorno che raffredda a novembre, quando una pioggia ghiacciata stava precipitando sul nero
fango delle strade, Virginia guardò fuori della finestra. Il suo occhio fu preso
da due cavalli che erano solo scheletri con la pelle tesi su
loro. Uno aveva un cattivo dolente sul suo fianco, ed era zoppo. Loro stavano tirando un
carro di fattoria di sbattere-trappola con una ruota affibbiata. Sul posto un uomo, pallido
e curvo e scarsamente vestito, stava tenendo le redini nelle sue mani deboli,
mentre accanto a lui un bambino di dieci avvolto in una coperta logora si accovacciò. In
il corpo del carro, giacendo che su un materasso, pigiò in giù nel mezzo di
mobilia rotta, conveniente e merce di cucina lorda, posi una donna macilenta nel
pioggia. I suoi occhi furono chiusi, ed una gobba sulla superficie del piumone sporco
accanto a lei mostrò che un bambino deve essere là. Da tale ritratto il
ragazza fuggì in ferite lacere. Ma la vista di lui, e di altri piaccia lo, bazzicò
suo per settimane. Attraverso quelli giorni cupi di novembre, disgraziato durano
famiglie che un anno fin da era stato in salute e la prosperità, venne a
la città, mendicanti, coi naufragi delle loro case. La storia di quello
pellegrinaggio orrendo attraverso un stato non è stato scritto mai. Ancora loro vennero
entro i cento, quelle famiglie. Alcuni portarono i piccoli cadaveri per essere seppelliti.