Capitolo 33
dimentichi--ed andò nella casa.
"Mamma", detto il ragazzo, "dove padre è andato? È fuggito?"
"Sì. Non mi infastidisca, Nick."
"Io non lo credo", Nick pianto, il suo scuotimento di voce alto. "Io--io
lo disconosca."
A quello Sig. scoppio di Indovinello in una risata cordiale.
"Venga, Nick", disse lui, "non è così cattivo come quello. Suo padre è per il suo
La maestà, come il resto di noi. Lui è andato soltanto su a lottare per lui."
E lui guardò alla signora e rise di nuovo. Ma mi piacque il ragazzo.
Come per la signora, lei arricciò il suo labbro. "Il Sig. Riddle, non sia sciocco", lei
detto. "Se noi siamo giocare, spedisca il Suo cavallo alle stalle." Improvvisamente lei
occhio illuminato su me. "Un più marmocchio", lei il sighed. "Intacchi, lo prenda al
stanza dei bambini, o la stalla. Ed ambo di Lei tengono fuori della mia vista."
Intacchi strode su a me.
"Non la badi. Lei sta dicendo sempre, 'Tenga fuori della mia vista.'" Il suo
voce tremò. Lui mi prese dalla manica e cominciò a tirarmi circa il
casa ed in una piccola pergola di estate che è stata in piedi là; per lui aveva un
maniera autoritaria.
"Quale è il Suo nome?" lui richiese.
"David Trimble", dissi io.
"Ha visto mio padre in città?"
La serietà intensa della domanda sorprese una risposta fuori di me.
"Sì."
"Dove?" lui richiese.
"In casa sua. Mio padre mi lasciò con Suo padre."
"Mi dica circa lui."
Io riferii tanto quanto me sfidò, mentre andando via fuori la distribuzione duplice del Sig. Tempio;
quale, in verità io non capii. Ma il ragazzo era implacabile.
"Perché", disse lui, "mio padre era un amico del Sig. Lowndes ed il Sig. Mathews.
Io li ho visti qui bevendo con lui. Ed in città. E lui fuggì?"
"Io non so dove lui andò", disse io che ero la verità.
Lui non disse niente, ma nascose sulla sua faccia nelle sue braccio la sbarra della pergola.
A lungo lui guardò ferocemente su a me.
"Se Lei mai dice questo, io L'ucciderò", lui pianse. "Sente?"
Quello mi fece adirato.