Capitolo 76
CARO RAGAZZO: Sebbene io non ho lettere da Lei per ammettere fin dal mio ultimo
a Lei, io non lascerò tre posti va da adesso da senza una lettera da
io. La mia affezione mi incita a scrivere a Lei sempre; ed io sono incoraggiato
farlo, dalle speranze che le mie lettere non sono piuttosto inutili. Lei vuole
probabilmente riceva correttamente questo nel mezzo delle diversioni di Leipsig; a
quale, il Sig. Harte mi dice, che Lei è splendere in vestiti di multa, fra
popoli eccellenti. Io ne sono molto contento, come è ora alla quale Lei dovrebbe cominciare
sia formato al manners del mondo nella vita più alta. Corti sono le meglio
scuole per quel genere di imparare. Lei ora sta cominciando col fuori
di una corte; e non c'è un più fastoso di quello della Sassonia. Frequenti
a lui, e fa le Sue osservazioni sulla svolta e manners di lui, quello
Lei può compararlo in futuro con le altre corti che Lei vedrà; E,
sebbene Lei non è ancora capace essere informato, o giudicare del politico
condotta e massime di quella corte, ancora Lei può commento le forme, il
cerimonie, e lo stato esteriore di lui. Almeno veda tutto che
Lei può vedere, e sa tutto quello che Lei può ne sapere, chiedendo
domande. Veda similmente tutto alla fiera, da opere e drammi,
in giù alle raree-show del Savoyard.
Tutto vale; ed il più che uno vede, i meno uno
si chiede o ammira.
Faccia i miei complimenti al Sig. Harte, e gli dica che io ho proprio ora
ricevuto la sua lettera per la quale io lo ringrazio. Io sono chiamato via, e mio
lettera è accorciata perciò moltissimo. Addio.
Io sono impaziente per ricevere le Sue risposte alle molte domande che io ho
chiesto a Lei.
LETTERA XXXVII
Londra, aprile 26 O. S. 1748.
CARO RAGAZZO: Io sono estremamente lieto con la Sua continuazione della storia di
la Riforma; quale è una di quelle importanti ere che meritano Suo
massima attenzione, e di che Lei anche non può essere informato minutamente. Lei
, indubbiamente, ha considerato le cause di quel grande evento, ed osservò
quella delusione e risentimento avevano un'azione molto più grande in lui, che un