Capitolo 32
è visto nella sua migliore luce. Lo studioso, senza buono-incrociare è un
saccente; il filosofo, un cinico; il soldato, una bestia; ed ogni uomo
sgradevole.
Io bramo sentire, da mio molti corrispettivo a Leipsig, di Suo
arrivo là, e che impressione che Lei fa su loro per prima; per io ho
Arguses, con cento ognuno che La guarderà attentamente guarda e
riferisca fedelmente a me. I miei conti saranno certamente veri; dipende
su Lei, completamente di che genere loro saranno. Addio.
LETTERA XVII
Londra, ottobre 16 O. S. 1747
CARO RAGAZZO: L'arte di accomodare è una molto necessaria da possedere; ma un
uno molto difficile per acquisire. Non può essere ridotto proprio a regole; e
il Suo proprio buon senso ed osservazione gli insegneranno più di lui che io posso.
Faccia come Lei sarebbe fatto da, è il metodo più sicuro che io conosco di accomodare.
Osservi attentamente quello che L'accomoda in altri, e probabilmente la stessa cosa
in Lei altri accomoderanno. Se Lei è lieto con la compiacenza e
attenzione di altri ai Suoi umorismi, i Suoi gusti, o il Suo weaknesses,
dipenda su lui la stessa compiacenza ed attenzione, da parte Sua a
il loro, li accomoderà ugualmente. Prenda il tono della società che Lei
è in, e non finge di darlo; sia serio, gaio, o baloccandosi anche,
come Lei trovi l'umorismo presente della società; questa è una quota di attenzione
da ogni individuo alla maggioranza. Non racconti storie in società;
non c'è niente più tedioso e sgradevole; se per caso Lei sa un
molta novella, e molto applicabile al soggetto presente di
conversazione, lo dica in come poco mette in parole come possibile; ed addirittura poi, getto
fuori quello Lei non ama raccontare storie; ma che la brevità di lui
La tentato. Di tutte le cose, bandisca l'egotismo fuori della Sua conversazione,
e mai non pensa a persone divertenti con le Sue proprie preoccupazioni personali,
o privato, affari; sebbene loro sono interessanti a Lei, loro sono tediosi