Capitolo 30
il gonfiore provvisorio delle Sue gambe. Sopra quaranta anni fa, dopo un
febbre violenta, le mie gambe gonfiarono tanto quanto Lei descriva il Suo per essere; IO
immediatamente pensò che io avevo un'idropisia; ma la Facoltà mi assicurò, quello
la mia lagnanza era solamente l'effetto della mia febbre, e sarebbe guarito presto;
e loro dissero veri. Preghi impedimento il Suo amanuense, chiunque che lui può essere scriva un
spieghi regolarmente una volta un-settimana, o a Grevenkop o me per quello è
la stessa cosa, dello stato della Sua salute.
Io lo spedii, in quattro lettere successive come molta della Duchessa di
Il tabacco di Somerset come una lettera potrebbe portare bene a Lei. Lei ha ricevuto
tutti o alcuno di loro? e L'hanno fatto alcuno buono? Sebbene, in Suo
condizione presente, Lei non può andare in società, io spero che Lei ne abbia
conoscenze che vengono e siedono con Lei; per se originalmente non fosse
buono essere da solo, molto è peggiore per un uomo ammalato per essere per uomo così; lui
pensa troppo del suo distemper, e l'ingrandisce. Degli uomini di imparare
fra gli ecclesiastici, io sfido, dica, sarebbe contento per sedere con Lei; e
Lei potrebbe darli come buono come loro portarono.
Harte povero che ancora è qui è in una condizione più misera: lui ha
completamente perso l'il uso di suo lasciò lato, e non può parlare proprio
intelligibilmente. Io ero con lui ieri. Lui chiese dopo Lei con grande
affezione, ed era nella massima preoccupazione quando io lo mostrai la Sua lettera.
La mia propria salute è come è stato sin da allora io ero qui l'anno scorso. Io sono
né bene né malato, ma Indisposto. Io ho in una maniera perso l'uso di mio
gambe; per sebbene io posso fare un turno per strisciare su anche terra per un
trimestre di un'ora, io non posso salire o in giù gradini, a meno che sostenne da un
servitore. Dio La benedice e L'accorda un ricupero veloce!
NOTA.--Questo è l'ultima delle lettere di Dio Chesterfield al suo
figlio, il Sig. Philip Stanhope che morì a novembre 1768. Il