Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Lettere a Suo Figlio sull'Art di Divenire un Uomo del Mondo ed un Gentiluomo, 1759-65

Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Capitolo 24

tutto era in un stato di inazione, e completamente nulla era fatto.
Di fronte alla prossima sessione, questo caos necessariamente deve prendere della forma,
o da un nuovo confonda di suoi propri atomi, o mescolandoli col più
uni efficienti dell'opposizione.

Io vedo dai giornali, così come dalla Sua lettera che le difficoltà
ancora esista circa Suo cerimoniale a Ratisbon;  debba loro, dall'orgoglio
e la follia, si dimostri insuperabile, ed ostruisca i Suoi veri affari, c'è
uno conveniente quale forse può rimuovere le difficoltà, e quale io ho
spesso saputo praticato;  ma che io credo che la nostra gente sanno qui nulla
di;  è, avere solamente il carattere di Ministro in Suo apparente
intitoli, e che di inviato straordinario in tasca, produrre
di quando in quando, specialmente se Lei dovesse essere spedito ad alcuni degli Elettori in
il Suo quartiere;  altrimenti, in alcune operazioni che Lei può avere, in
quale il Suo titolo di inviato straordinario può creare le grandi difficoltà, a
abbia un'inversione La dato, mentre dichiarando che la sospensione provvisoria di
quel carattere, 'ne donnera papà la moindre atteinte ni un diritti di vos, ni un
pretese di vos. Come per il resto, si devii così come Lei può,
e mangia e beve non più di Lei. E così Dio La benedice!




LETTERA CCLIX

BLACKHEATH, il 1 settembre 1763

IL MIO CARO AMICO:  Notizie Gran! Il Re spedì per il Sig. Pitt il sabato scorso, e
la conferenza durò una piena ora;  il lunedì che segue un altro
conferenza che durò più da molto molto;  ed ieri un terzo, più lungo che
o. Lei prende per concesso, che il trattato fu concluso e fu ratificato;
nessuno tale questione, per questa ultima conferenza lo ruppe completamente via;  e Sig.
Pitt e Dio Tempio andarono ieri sera al loro rispettivo paese
case. Lei sa quello sul quale ruppe via, Lei deve chiedere il
newsmongers, e le caffè-case;  chi, io sfido dica, lo sappia del tutto molto
minutamente;  ma io che non sono adatto per sapere qualsiasi cosa che io non so,
onestamente ed umilmente confessa, che io non posso dirgli;  probabilmente una festa
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